Scopa, ma non troppo

Papa Francesco, Papa Francesco. Ti stai allargando. Mi mandi in crisi mezzo mondo. Prima mi diventi Rocky Balboa contro Charlie Hebdo, ed ora paladino di uteri dal traffico congestionato. “I cattolici facciano figli, ma non come conigli”. E a questo punto vorrei capire COME. Mi spiego.

Un cattolico non deve trombare per godere, ma per la Gloria nell’Alto dei Cieli. Un buon cattolico scopa solo per procreare. Se non possono neanche più farlo ad libitum, ne deriva che devono anche smettere di fare sesso col partner. Almeno prima con la scusa dei figli, si divertivano. Ora manco più quello.

A me fa riflettere il commento successivo del Pontefice. “Paternità con responsabilità”.  E la maternità? No, le mamme sono semplici figlio-mat, sfornano prole e devono attendere il prossimo seme. Sempre sorridenti, ovvio.

E conclude: “La famiglia perfetta deve avere tre figli”. Non uno di più, né uno di meno. Ragazzi, neanche più in Cina esiste la legge per il controllo delle nascite, eppure dopo la visita nelle Filippine si sente ispirato dall’est asiatico. Dopo la messa di 7 milioni di persone, avrà pensato che i filippini si riproducevano lì sul posto.

No, Francè, non ci siamo. Ultimamente non ne azzecchi una che sia una.

Esci da questo corpo, RATZINGER!

Annunci

Per un pugno di mosche

“Se offendi mia mamma, ti do un pugno”. Così Papa Francesco sulle vignette di Charlie Hebdo. Le parodie sul web si sprecano. E le polemiche non si placano. Teologi affranti e confusi. Gesù non aveva detto “Porgi l’altra guancia”? Salvini in estasi da Santa Teresa. Eppure la faccenda è semplice.

Bergoglio dice quello che pensa. Sempre. Non segue trattati di filosofia teologica. E’ amato per un “Buonasera”, resterà nei cuori delle persone anche per questa boutade da pubblico parlante di Forum. Va preso così com’è. Se ci piace quando dice “Chi sono io per giudicare un gay?”, non meravigliamoci di quest’affermazione.

Le implicazioni sono tante. E’ un’istigazione alla violenza bella e buona. Ed un uomo nella sua posizione deve conciliare e non invitare gli estremisti violenti a farsi una birra assieme. Ma fa poca differenza quello che lui dice.

Gli uomini sono violenti di natura. A volte usano la religione come scusa. Altre la passione, la pazzia, persino un film o una serie tv. Ci sarà sempre un buon motivo per essere dei coglioni. E qualsiasi mezzo di massa diventa l’acchiappa-mosche perfetto per questi dementi.

Mi piace Francesco. Continuerà a piacermi anche dopo questa polemica. E’ un Papa inclusivo e vicino alla gente. Va bene così. Ma se inizierà ad inanellare altre minchiate di questo tipo, porto le carte del divorzio al tribunale.

Watch out, mr Francesco Bergoglio.

Assenze e presenze

Il Gay Pride 2013 di Roma si è caratterizzato per le assenze, e non per la causa per cui è stato organizzato. Nessuno ha parlato dei diritti GLBT, tutti hanno gridato allo scandalo per l’assenza del neo-sindaco laico Marino. Questo decreta il fallimento totale di questa manifestazione vetusta e vintage in ogni suo aspetto.

Peraltro, le polemiche sono prive di fondamento. Non è che appena che i gay si mobilitano, i sindaci si devono prostrare alla santa causa dei loro (nostri) diritti. Se Marino era stanco per la campagna elettorale, e ha preferito mandare un video di sostegno, ne è in pieno diritto. Non facciamo i ridicoli.

Per me, è stato molto meno di classe quanto fatto (ahimè) da Papa Francesco, che ha deciso di benedire i motociclisti, riuniti nello stesso giorno del gay pride, e di snobbare totalmente quest’ultimo. Il messaggio è chiaro: conta di più l’amore per una motocicletta che per un altro essere umano.

I due casi differiscono molto per un motivo semplice: la scelta di campo. Marino non ha appoggiato una manifestazione e snobbato l’altra, il Papa si. Eppure nessuno si è scandalizzato di questo. Tutti a osannare il Papa, perché è COOL. Non fraintendetemi: a me piace Francesco, pure tanto. E non pretendo mica che appoggi i matrimoni gay, MA da uno COOL mi aspettavo quantomeno un messaggio di distensione. E invece, si è messo a benedire marmitte.

Speriamo bene nel futuro, non voglio pensare a male. Non vorrei mai fosse la versione 2.0 di Carol Telepromozione Deambulante Woityla.

Un sabato italiano

Ieri è stata una giornata bellissima per l’Italia. Alle Camere sono echeggiati i discorsi dei nuovi Presidenti, Boldrini e Grasso. Parole come diritti, no alla violenza sulle donne, parlamento casa trasparente della buona politica, la difesa dei più deboli sono finalmente rientrate nei Palazzi del potere. E contemporaneamente, il neo Papa Francesco parlava con i giornalisti, faceva battute sul momento della sua elezione, spiegava che vuole “una Chiesa povera per i poveri” e finiva l’incontro benedicendo in silenzio per rispetto ai non credenti. Ieri mi sono commosso tanto, come non mi succedeva da tempo.

La bella politica, così come la bella fede, ti scuotono dentro come un terremoto. Ti impongono un rispetto, ed una reverenza verso chi le pratica. Ti spingono ad essere una persona migliore, ti ispirano nel tuo vivere quotidiano verso un futuro migliore e pieno di speranze. Vorrei che i prossimi giorni parlamentari siano guidati dallo stesso spirito. Vorrei che alle consultazioni con Napolitano tutti i partiti si comportassero con alto profilo istituzionale, e soprattutto, mossi dall’amore per il proprio paese, per la nazione e  per i più deboli. Vorrei che sentissero il peso sulle spalle di questa responsabilità, ma anche la gioia di portarlo con orgoglio e rispetto.

Noi italiani siamo capaci di grandi slanci, all’improvviso cogliendo tutti di sorpresa.

Che tutti i giorni siano come ieri. Ne abbiamo bisogno come il pane.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: