Dov’è la Carfagna?

Non facciamo gli ipocriti: ogni giorno decine di donne vengono picchiate e seviziate senza il nostro minimo intersse. Ora ci scandalizziamo, solo perchè c’era una telecamera a riprendere la scena. E via con i dibattiti alla macchina del caffè,  con la stessa disinvoltura con cui discutiamo delle mutande dell’ultimo tronista di Uomini&Donne. Dopo poco, l’interesse cala e torniamo a infilare la testa nella sabbia della quotidianità.

Ma il ministro delle Inopportune Disparità dov’era mai finita ieri? A pilates o in una sessione intensa di nail art? Perchè nessuno ha riportato le sue dichiarazioni. Forse il fatto che la vittima fosse una cittadina romena, e che l’aggressore fosse un ventenne romano non piace all’apparato xenofobo-propagandistico del suo governo? Bossi, quando ha sentito la nazionalità della donna, ha rettificato il comunicato stampa. L’originario recitava: “Rumeni fuori dall’Italia”; il definitivo è stato: “Italiani dentro le Rumene!”. Con il beneplacido di quel latin lover di Silvio.

Prendi una donna, trattala male – cantava Ferrandini in Teorema. Ma ormai l’unica ad essere suonata è la donna. Suonata dalla società, dal mondo del lavoro, dalla doppia vita madre-lavoratrice, da mariti ingombranti, da figli esigenti. Solo un pazzo deciderebbe di nascere donna allo stato attuale delle cose. E mi sovviene una ragazza trans che mi disse tempo fa: “E tu credi davvero che se avessi potuto sceglierlo, avrei fatto questa vita di merda?”.

Purtroppo aveva ragione. Ogni giorno di più.

Murati vivi

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Campagna anti-omofobia del governo

Crollano i muri, se ne festeggia anche il Ventennale, ma bisogna prendere atto che l’uomo senza muri non resiste. E’ una tentazione ancestrale, senza logica o raziocinio. Noi contro loro, una guerra d’immagini in cui i primi si illudono di essere davvero diversi dai secondi. In un continuo rimando alla caccia alle streghe; la politica italiana come la sua societa’ vive di muri: lo fa il Governo Berlusconi (contro i dipendenti pubblici, contro gl’immigrati, contro gl’intellettuali..) e lo fa anche l’opposizione (monograficamente contro Berlusconi).

Ma il Noi contro Loro – e’ soprattutto un danno per se stessi. Significa negarsi la possibilita’ di com-prendere, ovvero, di prendere a se’, di digerire, di arricchirsi. Significa rimanere sempre gli stessi: un’illusione persino per un cadavere che si decompone e da corpo diventa humus. Significa quindi ingannarsi e non volersi bene. Significa chiudersi in un recinto e murarsi vivi con le proprie mani.

Oggi e’ partita la prima campagna di comunicazione di un governo italiano contro l’omofobia. Due milioni di euro stanziati dal ministro per le Pari Opportunita’ Mara Carfagna. Tv, web, stampa e affisioni con un messaggio chiaro: “Rifiuta l’omofobia, non essere tu il diverso” (vedi foto).  Un messaggio bellissimo, soprattutto perche’ viene da un ministro che ha votato contro l’aggravante giudiziaria all’omofobia, che ha tolto il patrocinio al Gay Pride e che ha giudicato gli omosesuali “costituzionalmente sterili”.

Ministro, lei deve capire che nel governo deve essere la demolitrice di muri e non campare sull’abuso edilizio degli stessi. Non può fare una campagna contro qualcosa in cui le stesse crede. Deve prendere una posizione chiara anche dinanzi ai suoi colleghi, in dibattiti parlamentari. Un primo passo sarebbe integrare nella legge per l’aggravante contro l’omofobia anche l’aggravante contro la transofobia (all’ultimo minuto stralciata).

Sarà pure abbronzato, ma Obama nella piena crisi economica ha firmato una legge federeale proprio al riguardo delle fobie ad orientamento sessuale. Se è vero che ce la “passiamo meglio”, come dicono tutti i suoi colleghi, dobbiamo iniziare a pensare anche a questo, nonostante la crisi.

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