Messaggio Pas-quale?

Auguro alla Chiesa Cattolica tanti auguri di Buona Pasqua: tra gaffe antisemite e processi per pedofilia in tutto il mondo, hanno proprio bisogno di tanto culo per sopravvivere a quest’annata.

Poveri cristi, letteralmente.

Oggi festeggiano la Resurrezione, ma meglio chiamarla La Riparazione: ormai passano più tempo a scusarsi per figure di m***a internazionali che a predicare l’avvento di Cristo.

Che, per inciso, se la faceva con le bottane e con “i pargoli” che dovevano “venire a lui”: qualcosa non andava già dall’inizio.

Auguri, auguri, auguri. E che nell’uovo possiate trovare tante belle soprese, e non solo avvisi di garanzia!

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PasQualità

La Pesach in casa nostra è un momento magico, di rinascita vera e propria. Soprattutto per me, ultimo dei nipoti che non SI E’ ANCORA SPOSATO.

La giornata inizia alle ore 8 am – svegliato di soprassalto dal cagnolino in calore di mia mamma. Mi stava scopando la gamba. Niente di male, se non puzzasse di fango e munnezza. Appena riesco a prendere coscienza, inizio a sentire un leggerissimo profumo di ragù. Ottimo, se non fosse mescolato a quello del caffè e della pasta e fagioli della sera prima.

Saluto mia madre – che è impegnanta a far entrare una teglia dalle dimensioni pachidermiche in una cesta nana. E’ la mitica PASTA AL FORNO. Sostalziamente 5kg di pasta, mescolati con 10 kg di polpette, carne, cadaveri di animali vari e tanto tanto amore. Siamo in 6 a tavola – praticamente un kg di pasta a testa – e lei mi chiede preoccupata: “ma forse ne ho fatta poca?”.

Passo le due ore successive a leggere Vanity Fair, fino a che mia madre irrompe in stanza e dice: “VESTITI, dobbiamo andare dalla nonna al paese”. E così, in pochi minuti, sono ready-to-go al paese delle meraviglie avellinesi. La prima difficoltà: trasportare quella fottuta teglia di 40kg con mia madre che inveisce da dietro: “Se la fai cadere, ti spacco la testa”.

Bene, entriamo in auto con mio fratello e mio cognata (unica ventata di freschezza) e mia madre ha l’idea geniale: “FACCIAMO LA SCORCIATOIA – risparmiamo 8 kilometri!”. Ma abbiamo perso 20 anni di salute, perchè ci siamo fatti tutti i paesini di provincia dove in ogni cazzutissimo angolo c’era una chiesa (“del sacro cuore”, “della madonna del monte sacro”, “della madonna de Los Angeles”, “della Barbie&Skipper”) con annessa folla delirante con la verdurina in mano (mi hanno spiegato che sono le palme).

Arrivati da mia nonna alle ore 11.45, la mitica vecchietta esordisce: “AH, MA COMM TI SI’ FATT BELL – primm eri nu poc malat”. “Prima” è stato un paio di mesi fa e stavo benissimo: o mia nonna aveva le allucinazioni oppure mi aveva appena offeso. Lei inizia ad avere fame e a lamentare giramenti di testa/allucinazioni dopo circa 15 minuti, così abbiamo deciso di iniziare a mangiare alle 12.30.

Tutto ottimo (fatta eccezione la pasta di mia madre, che sapeva di Eukanuba) e dopo 20 minuti abbiamo finito il seguente: salumi vari, ricotta salata, agnello al brodo con uovo, pasta al forno, capretto al forno con patate, pastiera e macedonia di fragole. Avevo lo stomaco così congestionato che lo snodo autostradale di Bologna al 15 agosto è una tranquilla stradina svizzera con mucche al pascolo.

Tanto per facilitare la digestione, mia nonna – in stato catatonico tutto il tempo – si sveglia e mi dice: “T’A SI TRUVAT NA MUGLIER (te la sei trovata una moglie)?”. A rincarare la dose mia mamma: “E dice na fidanzata FEMMINA..capito?”. Ok, HO CAPITO, HO CAPITO, sono un fottutissimo zitello – non c’è bisogno di sottolinearlo!

Al mio secco “NO” – mia nonna apre il suo database interiore e trova la donna giusta per me: “ie canosc na bella uaion, ten e terr, è istruita, ten o diplom (io conosco una bella ragazza, possiede molte terre, è istruita, ha persino il diploma)”. Intanto, la badante inizia a ridere istericamente e mi fa un segno inequivocabile: la ragazza in questione è affetta da sindrome di DOWN. Al che subito faccio a mia nonna: “A Nò, ma me vuliss fà spusà cu na down? (Nonna, ma vorresti farmi sposare una down?)” – e lei: “Nooo, ma chell nun è down, è solo nu poc malat e cap (No, non è down, è solo un pò malata di testa)”. Dopo diversi rifiuti, nonna capisce la mia totale indisposizione verso questa figura femminile dall’improbabile natura psichica. Niente di male nell’amare una down, ma già mi basto da solo in quanto a spasticità. E, come se non bastasse, la badante mi mostra fiera la foto della figlia 12enne: “E’ cresciuta bene, sicuro fra un pò si sposa, mica come te”. Ecco, stoccata finale.

Ma la badante ci riserva un’ulteriore sorpresa. Vedevamo alcune scene del Grande Fratello, ed io commento: “minchia, ma che palle! Questi non fottono, non leggono, non vedono un film – ma come cazzo fanno a sopravvivere?” – lei sbotta: “E tu che vita credere io fare con nonna tua? E come faccio io sopravvivere?!!”. Ecco, mi sono beccato pure io la cazziata dalla badante che evidentemente voleva scopare come il cagnolino di stamattina.

Dopo queste mazzate in faccia, non ho nascosto la mia felicità nel tornare a casa di mia madre, a chiudermi nel bagno a chattare sul blackberry. Per lo meno, lui non cerca di accoppiarmi con delle down, farmi morire ingozzato stile foie-grass e incolparmi perchè non scopa abbastanza.

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