Au contraire

A tutti capitano i giorni storti. Giorni in cui tutto sembra andare al contrario. Il problema è quando ogni giorno è così, e per il nostro paese sembra proprio una condanna a vita. Se penso agli eventi degli ultimissimi giorni, sono leggermente basito.

  1. L’Italia cresce dello 0,2%, più della Francia: invece di rallegrarsene, i politici attaccano il governo. Che poi è come se una donna s’incazzasse col marito impotente perché ha avuto la sua prima erezione dopo anni. Hai voglia a rialzarlo un’altra volta.
  2. La donna che ha riempito di acido il suo ex ha partorito e le viene subito levato il bimbo. Gl’italiani scandalizzati, “povero bimbo“. Certo, non sia mai le rimanesse qualche dose di acido da usare sul neonato. Che spreco!
  3. La Chiesa è per accogliere quei disgraziati degl’immigrati: i politici indignati “libera Chiesa in libero Stato!”. La Chiesa è contro l’amore omosessuale: i politici l’appoggiano “Ha ragione la Chiesa!”. Ricapitolando, la logica è: se si tratta di accogliere immigrati, la Chiesta è una merda, ma se si tratta di amore non eterosessuale, la Chiesa ha ragione.

Queste sono solo tre notizie, che ci fanno capire come tutto in questo paese funzioni al contrario. Tutto. La gente s’indigna per le cose sbagliate, si focalizza più sulla divisione che sull’unità, e si cerca lo scontro ideologico pure alla fila del fast food. Siamo tra i paesi con maggiori cellulari pro-capite. C’è chi pensa: siamo italiani, ci piace comunicare. Io ho un dubbio: i telefonini hanno così successo, perché ci chiudono in un’isola tutta nostra. Dove l’altro non rompe le balle, basta mettere in modalità aereo.

Ed è proprio così che ormai ci muoviamo come nazione, in costante modalità aereo.

Peccato che così non ci stiamo rendendo conto dello schianto.

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Non vi DAVOS un centesimo

Gli economisti non ne indovinano una. Fanno le previsioni del Pil con lo stesso rigore di Branko e le stelle. Con tutto il rispetto per le stelle. Hanno giá rivisto al ribasso le stime di crescita del 2015 e del 2016. Agile, iniziamo l’anno con sano ottimismo!

Questi blasonati burocrati sono gli stessi geni che non avevano previsto la crisi del 2008. Sono gli stessi che neanche per sogno avevano immaginato lo scoppio della bolla della new economy a cavallo dello scorso secolo. E probabilmente, se fossero vissuti negli anni 20, la crisi del ’29 l’avrebbero definita con una simpatica brezza sull’economia mondiale. L’ultima barzelletta è il quantitative easing della BCE. Già ridono tutti. Loro, non noi.

Eppure siamo sempre li ad ascoltare cosa ci dicono. Dispensano piú ricette della Clerici, ma quando fanno la frittata si tirano indietro paventando variabili impazzite dell’economia. Ed é paradossale quanto ancora godano di credito presso governi e potenti. Ma un medico che sbaglia diagnosi e cura non lo radiano dall’albo?

†Questa settimana sono tutti riuniti a Davos. E tutti assieme non fanno un neurone della signora comune, che si accorge della crisi andando a comprare il pane ogni giorno al mercato. Loro per capire che costa di piú devono commissionare venti statistiche e istituire una commissione di esperti sul grano. E sbagliano pure la previsione.

E mentre loro prevedono a cazzo, i ricchi diventano piú ricchi. Sono pifferai magici, che con l’illusione di una crescita che non viene mai, ci distraggono da una ricchezza che altri si accaparrano senza tante manfrine sugli indicatori macroeconomici. Il fantasma di Gekko aleggia su tutti noi.

La verità é semplice: non esiste alternativa a questi guru moderni. Nessuno ne sa una cippalippa di flussi monetari e ci affidiamo a loro come una volta ci mettevamo nella mani del clero. Ma all’orizzonte non si intravedono né aristocrati né guerrieri.

Solo un mucchio di pedoni su una scacchiera uscita fuori controllo.

Amen.

Italia figa

Perché il titolo di questo post farà venire in mente alla maggior parte l’organo sessuale femminile? Semplice: perché associare la nostra nazione all’aggettivo inglese cool non viene in mente a nessuno (e anche perché tra bunga bunga, olgiettine & co. non si parla di altro negli ultimi anni). Era la stessa situazione in cui anni fa si trovava l’Inghilterra, spenta, morta, depressa. Poi arrivò Tony Blair che la trasformò nella COOL BRITANNIA, un paese moderno, dinamico, figo, appunto. E la mia ossessione di sempre: ripetere lo stesso modello in Italia. Ed è anche la mia croce: noi abbiamo il paese ONTOLOGICAMENTE più bello di tutti (non starò quì ad elencare i mille primati del Made in Italy), sediamo su una miniera d’oro, eppure ogni giorno ci caghiamo sopra.

Rendere figo un paese significa che i suoi abitanti siano orgogliosi di esserne cittadini. Questo comporta una serie di rivoluzioni culturali incredibili, che provo a enumerare.

1) L’arte, e il turismo devono rappresentare il 30% del Pil nazionale. Per fare questo, si deve partire dalla scuola e dal fisco. La Storia dell’Arte deve essere la materia PRINCIPALE di tutti i corsi di studio superiori, e non essere più relegata a materia complementare. Non fanno che ripeterci che dovremmo laurearci tutti in ingegneria, minchiate! E’ l’Arte il vero posizionamento dell’Italia come prodotto nel mondo, e non di certo le macchine! Ed il fisco deve agevolare ogni impresa che si occupi di turismo e valorizzazione del patrimonio culturale (anche enograstronomico!) con tassazione ZERO, ma non solo. Detrazione fiscale ai privati che finanziano opere di restauro nel territorio nazionale. Non ditemi che non ci sono le risorse: legalizziamo droghe (tutte!!!) e prostituzione: reperiremmo miliardi e miliardi e nel contempo, leveremmo business alle mafie.

2) Libertà di vita, di amare, di morire. I diritti in Italia sono trattati come ultimo punto dell’agenda, di fronte all’imperante crisi economica. Miopia acuta vedere le due cose separate. Leggi che autorizzino l’eutanasia, i diritti civili per gay e figli di immigrati, sono IMPRESCINDIBILI passaggi per un paese che vuole serrare le fila, e includere tutti i cittadini nella lotta per un fine comune. Solo così lo Stato si scrolla di dosso quest’aria da moralizzatore e diventa un padre benevolo che accoglie tutte le diversità.

3) Internet e il bilancio ambientale devono entrare nella Costituzione. Le nuove tecnologie basate sul social networking stanno rivoluzionando le società di tutto il mondo. L’accesso ad Internet diventi un diritto costituzionale, la connessione wifi sia gratuita per tutti, la pubblica amministrazione diventi 2.0, interattiva, facile, dinamica, le imprese della new economy siano finanziate dallo Stato. E al contempo, bisogna raggiungere un impatto ambientale pari allo zero, grazie alle energie rinnovabili che devono arrivare al 30% dell’intero portafoglio energetico nazionale. Dobbiamo consumare il giusto, con il minor impatto possibile sull’ambiente.

Amore, internet, arte, turismo, cibo, green economy. Ditemi un pò: pensereste ancora alla vagina se vi facessi leggere il titolo del post una volta realizzate queste cose? Magari si, ma solo perchè siamo inguaribili porci – e non perché non ci resta altro che fottere.

Crisi in corso

Qualcuno deve spiegarmi perché tutti riescono a trarre vantaggio dalle crisi, tranne il nostro Paese.

Emma, cornificata in diretta, vende centinaia di migliaia di dischi con “Cercavo Amore” con tanto di comarketing con una famosa casa automobilistica. L’Isola del Giglio, dopo il disastro della Costa Concordia, viaggia su 80mila turisti al giorno e, per visitare il relitto, si paga un euro. Sara Tommasi, dopo Vallettopoli, ha iniziato ad incassare piu soldi che mai da comparsate, interviste e serate. La Lewinski ha incassato milioni di dollari in royalties tra teatro e libri per lo scandalo pompino presidenziale, roba da far impallidire la Minetti. Solo per citare alcuni esempi edificanti.

Viviamo nella societá della fenice o degli zombie? Gente morta risorge dal nulla e prospera come non mai. E noi comuni mortali, spettatori inebetiti di questo Rocky Horror Picture Show globale, non facciamo che alimentarne la ricchezza. Seguendo le loro gesta, spesso ridotti a tweet di 140 caratteri, commentiamo ironici e beffardi, senza realizzare che sono come i fantasmi: vivono delle nostre attenzioni. Questo stesso post sta contribuendo al loro conto in banca!

Perchè l’Italia non puó rinascere? Perchè ci riesce Paris Hilton dopo un videotape porno e noi no? Perchè lei ha capitalizzato sul suo punto di forza (il nulla), noi no. Abbiamo il 70% dei beni culturali del mondo, ma il ministero dei beni culturali ha sempre meno fondi, e quello del turismo, incredibilmente separato dal precedente, non ha manco portafoglio. Andate a chiedere al ministro del Petrolio in Arabia se gli viene riservato lo stesso trattamento.

Mi si dirà, é populismo, il petrolio vale di piu di quattro rovine romane. Che idiozia. In America se Lincoln ha cagato in un fosso, ci fanno il museo, gli hotel, le banche e pure un luna park a forma di stronzo. Sapete che la discarica di New York è tra i siti piu visitati degli Usa? Noi viviamo immersi in una bellezza che non meritiamo e non valorizziamo. Invece di aumentare la tasse e basta, investiamo in quello che già abbiamo.

Non mi stancherò mai di dirlo. Il segreto della vita non è avere ciò che si vuole, ma volere ciò che si ha. Ma per volerlo, si deve capirne il valore. Per questo servono la cultura e l’educazione dei giovani.

Ma qui si apre un’altra valanga di merda. Meglio chiudere qui e godermi la mia bella Roma vuota e incredibilmente affascinante.

Italiani veri e Italiani strillati

Vorrei che Bossi prendesse la metro con me ogni mattina alle 6. Vorrei che poi salisse in carrozza dello sporchissimo treno Roma-Nettuno che mi porta a Pomezia. Gl’italiani saranno l’1% dei passeggeri, gli stranieri la stragrande maggioranza.

Hanno tutti il loro zainetto con merenda e ricambi, sono allegri, alcuni cantano, altri dormono, altri ancora mangiano il cus cus. Ti viene il sorriso, perche’ vedi tante razze e tante storie, tutte unite dal lavoro, dalla fatica, dalla dignita’.

Vorrei che Bossi portasse con se’ suo figlio Renzo, che ha candidamente ammesso di percepire 10mila euro al mese. Vorrei chieder loro: secondo voi, se questi signori immigrati non andassero a lavoro, ci sarebbe qualche italiano disposto a svegliarsi alle 5 al posto loro? Dubito fortemente.

L’Istat sostiene che quasi il 10% del PIL dipende dagl’immigrati. Ma il paese presenta una % di lavoro nero tra le più alte in Occidente. Per cui, possiamo spingerci ad un buon 15%. Considerando che gl’immigrati sono il 7% della popolazione (ma quelli in eta’ lavorativa saranno un 5%), sono tra le fasce più produttive del paese.

E allora mi chiedo. Chi merita di più la cittadinanza italiana? Chi si sveglia alle 11 per guadagnare decine di migliaia di euro solo per stramazzare in comizio e ruttare ad ogni buona occasione, oppure chi si fa il mazzo ogni sacrosanta mattina per mandare avanti il paese?

La risposta e’ tristemente scontata. Come le opinioni di certi politici, che sembrano averle acquistate in offerta alla fiera delle ovvieta’.

Buona settimana a tutti. Italiani veri, e italiani strillati.

Rassegna(ta) stampa – 18 giugno 09

Berlusconi avrebbe pagato una prostituta per passare la notte a palazzo Grazioli.

Ma non e’ la prima volta che Bondi ci dormiva, suvvia!

 

Pd, Prodi:”Subito il congresso”. Discordi gli altri big del Pd.

D’Alema ha subito detto:”No, congresso subito il!”; mentre infuriato Franceschini dichiara:”Il subito congresso!”, e contrariato Rutelli:”No, subito congresso il!”.

 

La Brambilla accusata di fascismo.

Ragazzi, relax: l’unico fascio di cui s’interessa e’ quello dei suoi capelli.

 

Ocse,Italia con Pil a -6%.

Abbiamo finalmente superato la soglia di sbarramento per l’accesso al Terzo Mondo.

 

Blair possibile candidato alla Presidenza UE.

E dopo gl’indiscutibili meriti da Mediatore per il medio oriente(non se ne discute, perche’ non ce ne sono), portera’ la sua preziosa inesperienza in Europa.

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