Certezza della pena…di morte!

Non mi occupo mai di cronaca, se non di quella politica. Ma questo caso di cronaca nera, e’ anche una questione politica.

Stefano Cucchi è stato arrestato per detenzione di droga, e dopo 8 giorni è morto in ospedale per lesioni interne. I familiari hanno diffuso le foto dell’orrore in cui appare tumefatto ed accusano la polizia di averlo ucciso.

Che sia stata la polizia, o altri compagni di cella a me interessa un cazzo!

Un paese democratico non permette che NESSUNO venga ucciso in carcere; un paese democratico ha una polizia per la cui correttezza NESSUNO deve avere dubbi; un fottuttissimo paese democratico non puo’ permettersi di instillare nei cittadini il dubbio di vivere in un regime poliziesco!

Non voglio tirare in ballo il Governo, pero’ faccio una riflessione doverosa.

Da quando siamo al Berlusconi 3, viviamo in un clima di odio sempre crescente. Siamo sempre più tartassati da frasi di odio. Assistiamo ad una recrudescenza di atti violenti figli di intolleranza e ignoranza. Questo doveva essere il Governo che avrebbe assicurato la sicurezza, ma non ci avevano specificato che l’unica sicurezza sarebbe stata quella di vivere nel terrore.

Che si scopra la verita’ su Stefano, perche’ riguarda la credibilita’ delle istituzioni, gia’ pesantemente macchiate dai fatti di Marrazzo, ma anche reiteratamente offese senza fondamento dal Premier (“la corte costituzionale e’ comunista, Napolitano pure”).

Le istituzioni sono quanto di più vitale per le democrazia. Se si iniziano a minarle, siamo ormai al limite della dittatura sudamericana.

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“Tagliati” per la politica

Oltre alla politica del “Dividi et impera” di cui ho ampiamente parlato, il governo Berlusconi fa uso di un’altra tecnica, mutuata dall’informatica: “Taglia e copia”.

Alcuni esempi recenti.

Universita’: taglia 700 milioni (il 10% del totale), ma non mette in copia i docenti che vogliono protestare per la riforma Gelmini. Più merito, meno sprechi. Leggi: meno soldi, più precari.

Fisco: taglia l’Irap, ma non mette in copia Tremonti, che s’incazza come un cefalo e minaccia le dimissioni. Scontro rientrato con una marchetta su una ipotetica cabina di regia della politica economica del governo.

Sicurezza: taglia i fondi al ministero dell’Interno per 263 milioni, pero’ non mette in copia i poliziotti che sono scesi in piazza in protesta.

Biotestamento: taglia il dibattito parlamentare sul testamento biologico, ma non mette in copia l’opposizione che aveva presentato diversi emendamenti.

Il governo taglia, taglia, taglia e non mette mai in copia chi di dovere. Però, stranamente, non dimentica MAI di mettere in copia i giornali, inondandoli di slogan propagandistici. Che casualità.

Polizia a scuola!

Berlusconi: “Se occuperanno le università, ci manderemo la polizia”.

Era ora che iniziassero ad acculturarsi anche loro!

Che premier lungimirante!

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