Crolla tutto

Crollata la decenza del linguaggio 30 anni fa, sono crollate a catena tutta una serie di certezze. Crollano il lavoro e l’occupazione, crolla Pompei (per la seconda volta), crolla l’universita’, crolla il PIL, crolla il giornalismo, crolla la TV, crollano i partiti, crollano le istituzioni. Crolla il paese.

Trent’anni fa andarono in onda i primi “consigli per gli acquisti”. Chi l’avrebbe detto che sarebbero state picconate sul nostro futuro?

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Spy story alla matriciana

Il Consiglio dei ministri ha rilasciato una nota ufficiale su un presunto complotto internazionale per minare l’immagine dell’Italia. Wikileaks, Pompei, i rifiuti, le indagini su Finmeccanica: sarebbero tutte pallottole nella pistola dello stesso “killer”. Ma se pure fosse vero, sarebbe un caso di omicidio volontario: è la stessa vittima ad aver fornito l’arma al suo assassino.

Cari trafficanti, ormai dobbiamo dare per assodato che a) Frattini assume farmaci psicotropici; b) Berlusconi, campando di soap opera, cerca di trasformarne in una anche il nostro Paese; c) Questa classe politica è arrivata alla frutta. Avariata. E nonostante ciò, mi ci trovo d’accordo.

Esiste davvero un complotto contro l’Italia, ma non è internazionale: si chiama Berlusconi, e l’obiettivo lo sta raggiugendo egreggiamente. Perchè ormai l’unica immagine che abbiamo all’estero è di natura organica. Altamente fertilizzante.

Stacchiamo la spina

Leggo distratto i giornali. Sempre le stesse identiche cose di sette giorni fa. E’ sempre più vero: la politica italiana e’ come Beautiful. Puoi anche perderti un anno di puntate, e ti ritroverai sempre con Ridge, vittima di priapismo e diviso tra la puttana Brooke e la santa Taylor. Same shit, different day, dicono gli americani.

Non potremmo chiedere di meglio per un paese che detiene la maggior parte del patrimonio culturale mondiale, e lo lascia in gestione a James Bondi – l’agente con licenza di ucciderlo tutto. La stessa persona che si e’ affidata ad un ex manager di McDonald’s per sopraintendere i lavori del suo ministero. Grande successo: tra le termiti va a ruba l’Happy Pompei.

Intanto, i finiani gridano alla Terza Repubblica, e noi eravamo rimasti alla Prima. Con questi politici, hai sempre la sensazione di aver perso la lezione sull’equazioni di primo grado, mentre la prof ti spiega gia’ i limiti e l’analisi fattoriale. Ti manca sempre una puntata.

E nello sport, perdiamo anche con la Ferrari. Alonso sbaglia i pit stop e perde contro la squadra Red Bull. E l’ironia della metafora ritorna. L’Italia e’ da decenni che si ferma quando c’e da correre, la Ferrari si e’ finalmente adeguata al Paese.

Viviamo in una tremenda metafora d’inefficienza, deficienza e demenza. Sediamo su una miniera d’oro, e ci caghiamo sopra allegramente. Siamo creativi, ma in larga parte siamo cretini. Perche’ votiamo sempre gli stessi, perche’ non cambiamo canale, e ci sorbiamo tutti i consigli per gli acquisti.

Fino a che non staccheranno la spina della tv, ed allora saranno cazzi amari. Quelli veri.

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