Libertà di espressione o rutto libero?

Fiumi di parole sulla legge contro l’omofobia, i Jalisse ne sarebbe orgogliosi. Gli apocalittici sostengono che leda la libertà di parola, gl’integrati che l’omofobia è razzismo e non si può farne apologia. L’affare è dibattuto solo in Italia, che ha amato così tanto il Rinascimento da esserci rimasta a livello di diritti umani.

Tra gli apocalittici ci sono le “sentinelle in piedi” che protestano leggendo un libro in piedi. Il libro è l’abbecedario che hanno rubato al bambino da loro concepito secondo comandi della Sacra Romana Chiesa, ovvero senza godere, dopo il matrimonio, e spremendo fino all’ultima goccia di sperma, altrimenti è omicidio. Tra gl’integrati, troviamo atei barricaderos, che, appena avvistano qualcuno pregare, chiamano la Bonino e circondano il corrotto guelfo con un estemporaneo canna-party.

La verità – quella gran porca – ama le cose a tre e, come sempre, sta nel mezzo. Una persona davvero laica, che sia credente o meno, ammette che tutti i reati di opinione sono liberticidi. Non solo quelli sull’omofobia, ma anche quelli sul negazionismo (che in Italia fu introdotto da Mastella, ed è quanto dire) o altre forme di pazzia verbale.

Parlo di pazzia verbale, perché non esiste altro modo per definirle. Ma così come non puniamo un malato per dire quello che pensa, così non dovremmo farlo per queste persone. Ogni individuo è liberissimo di fare figure di merda monumentali a suo piacimento. Lotterò sempre perché chiunque possa farlo.

Prendete Maroni che va al convegno per curare i gay. Lui ci va in quanto gay da curare, ma mai gli impedirei di farlo! (A proposito, se volete andarci, la serata sarà condotta da Povia, con stacchetti curati direttamente da Renato Zero, imperdibile).

Recente è la storia della ragazzina transgender che si è suicidata, perché i suoi genitori non l’accettavano. Molti si scagliano contro la religione e la sua morale. Io mi scaglio contro la strumentalizzazione che ne fanno questi squilibrati. La religione è un mezzo nobile, sono gli esseri umani a usarla ad libitum cazzis. E ve lo dice un ateo.

Studiare la religione a scuola dovrebbe essere lo studio della diversità, quella che ognuno di noi ha dentro di sé e quella che ci circonda, e del suo rispetto. Dovrebbero essere sessanta minuti di confronto sulla vita, e non sul come evitarla con odio ed esclusioni tipo nomine al Grande Fratello.

E’ solo con il dibattito che la società progredisce. Pensate a cosa abbia fatto il movimento femminista che, al di là degli estremi da lesbica camionista in cui è caduto, ci ha migliorato nella percezione delle donne. Se vediamo le pubblicità anni ’50 con gli occhi di oggi, rabbrividiamo. In definitiva, siamo diventati persone migliori.

Bisogna parlare, ragazzi. Comunicare. Ascoltare. Rispondere. Riconoscerci. Ed infine, Rispettare noi stessi e gli altri. In assenza di questi semplici infiniti verbali, rimarremo sempre ancorati al passato remoto.

PS. Per chi lo ignorasse, “Apocalittici e Integrati” è un famoso libro di Umberto Eco. Invito le sentinelle a leggerlo, così almeno non cazzeggiano con Topolino durante le loro manifestazioni.

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Carta Bianca

Sanremo è finito, la De Filippi ha ottenuto quello che voleva: un enorme spot per AMICI. Di fatti, ha vinto il suo protetto Marco Carta con una canzone che non è melensa – ma solo vomitevolmente sanremese. In finale, ci sono andati anche Povia (l’uomo che sputa nel piatto dove ha mangiato, inveendo contro i gay) e Sal Da Vinci (l’uomo che se chiudi gli occhi sembra Gigi D’Alessio in versione ancor più tamarra – non c’è mai fondo in questo cose).

La De Filippi ormai non si controlla più: la sua anima da master incallita è venuta tutta fuori con un vestito Givenchy stile drag queen del Muccassassina. Ha detto di essere emozionata, ma a me è sembrato che fosse inamovibile come quando fa le televendite della comodissima ed iperautomatizzata poltrona Roberta. Ma come dargli torto? Sanremo è un enorme e lunghissima settimana dedicata allo stesso pubblico della poltrona Roberta.

E poi Bonolis, l’unico che poteva liberarci definitivamente da Sanremo (Del Noce aveva detto che questa sarebbe stata la sua ultima possibilità) ed ha fallito. Ci toccherà sorbircelo ancora per molto molto molto tempo. Cosa s’inventeranno l’anno prossimo? Povia che canta LUCA ERA GAY E PURE IO ME LO SONO FATTO? Mastella che farà la madrina della serata insieme a Luxuria? Paola e Chiara che si leccano reciprocamente mentre toccano il culo a Malgioglio? Iva Zanicchi che prende a mazzate Roberto Benigni con una fiorentina da 2kg? Marco Masini che minaccia il suicidio ingoiando il microfono in diretta? I lavoratori della FIAT impegnati in un duetto con la Marcegaglia?

Tutto è concesso, perchè SANREMO E’ SANREMO.

( ‘tacci loro )

Quando i ricchioni fanno “oh!?!!?!?!?”

Insorge la platea gay sanremese, la canzone di Povia sul “gay guarito” non s’ha da fare. Nè ora nè mai.

Malgioglio si è detto deluso: “Ero già pronto a prendere appunti”.

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