Omo-logazione

Tra gli omosessuali è crescente il lamento per l’eccessiva omologazione dei loro pari. C’è grossa crisi, e pure ai ricchioni non dice culo per niente; in qualche modo, devono pur farsi accettare ed ecco la strada più ovvia e naturale: sembrare delle persone normali.

La legge è quell’insieme di regole che una comunità si da per regolare gli aspetti di cui sente il bisogno di regolare. Un esempio per tutti: in Spagna non esistono leggi in materia di prostituzione. Lo chiamano “hueco legislativo”, ovvero vuoto legislativo, che nasce dal non percepire il bisogno di legiferare al riguardo. E perchè mai dovrebbero farlo allora?

Uguale è la questione omosessuale.
In Italia, la comunictà GLBT è una lobby ancora troppo piccola, particolaristica e di nicchia per essere “riconosciuta” dalla società. Quando dico “riconosciuta” mi riferisco a due modalità:

1. Si è riconosciuti dalla comunità, quando questa prende atto delle differenze e ne accetta i confini nei suoi ranghi;
2. Si è ri-conosciuti dalla comunità, quando la stessa vede buona parte di se stessa nel nuovo gruppo.

Non si può chiedere al corpo di non rigettare un rene di un maiale. La probabilità di espulsione del corpo estraneo è altissima. E’ una questione di antropologia. La parziale omologazione è L’UNICO vero passo per essere accettati dalla comunità ed, in seguito, compresi nella legislazione.

Cerchiamo di evitare gli errori della Spagna che – a causa di una legge imposta dall’alto – sta vedendo aumentare gli episodi di razzismo e violenze sugli omosessuali.

Un saluto,
IlSarcoTrafficante

ps questo è un trackback ad un post di Penelopebasta

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Welbyness

A: “E’ morto Welby

B: “Povero Pannella: ora è disoccupato

A: “No, ci sono ancora le coppie gay”

B: “Vuole far uccidere anche loro?”

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