A.A.C. Aurora, Ashley e Casamonica. Notizie Cercasi

Mentre il mondo si dispera per l’anno sabbatico dei One Direction (sono stanchi, poveri), le coscienze degl’italiani sono state scosse da alcune notizie di ordine morale superiore. Roba che non avrebbe saputo risolvere neanche Locke (non quello di Lost).

La prima riguarda la figlia di Ramazzotti, Aurora, che in poche ora è passata dall’essere un singolo del padre ad un multiplo di rotture di palle per tutti. Il web si è scatenato quando è stata scelta per la striscia quotidiana di X Factor. Posto che il web non ha una benemerita cippalippa da fare per essersi scatenato così tanto, mi domando: perché non si imbufaliscono pure per la figlia di Albano che condurrà lo Zecchino d’Oro e per gli altri migliaia di figli d’arte presenti in Italia?

La seconda riguarda l’hackeraggio del sito di incontri clandestini Ashley Madison. Milioni di fedifraghi sono finiti online. Tra questi anche un famoso personaggio TV americano, bigotto e contro le famiglie non tradizionali. Adesso si parla addirittura di suicidi. Io l’ho sempre scritto che la privacy è sopravvalutata. Fai di tutto per nasconderti, e poi becchi un hacker qualsiasi – un annoiato cingalese di 12 anni – e hai il culo più esposto di Cicciolina.

Pagine e pagine di inchieste socioculturali su questi due casi (assieme ai funerali dei Casamonica). I giornalisti che – orfani di politici che dichiarano pure quando vanno al bagno – devono riempire i loro articoli e vendere qualche copia di giornali quando imperversano i vari diva e donna in spiaggia. Li capisco, a Roma c’eravamo solo io ed il fenicottero rossa ad Agosto.

Ma non mi capaciterò MAI della gente che abbocca e che di questi casi ne fa questione di vita o morte. Mentre hanno magari il figlio disoccupato o che si sfascia in discoteca. Sarò tardo io.

Annunci

La prima cosa bella: averlo visto

Italia batte America: 5 a 0.

Non ho altre parole per descrivere questo magnifico film di Virzì, uscito nelle sale proprio lo stesso week end del colossal americano AVATAR.

Devo ammettere che ero uscito per vederlo, ma poi ho preferito una commedia italiana. Cinema gremito, la gente rideva, piangeva e si stringeva attorno alla protagonista femminile, Anna – interpretata magistralmente da Micaela Ramazzotti (giovane) e da Stefania Sandrelli (anziana). Io ero in visibilio.

Virzì, dopo la storia tristemente moderna dei call center in “Tutta la vita davanti“, preferisce catapultarci in un passato italiano irrequieto, pazzo, senza freni ma leggiadro e divertente come la protagonista, vittima dei pregiudizi della gente di Livorno. Una donna scandalosa, con una vita sentimentale tumultuosa e con un amore smisurato per la vita. Virzì è innamorato della sua protagonista, ce ne accorgiamo ad ogni inquadratura, ad ogni battuta, ad ogni canzone che le fa intonare. Non è un caso che abbia scelto proprio sua moglie per interpretarla – e ce ne siamo perdutamente innamorati anche noi.

L’Italia batte l’America, dicevamo – ma preferisco: l’Italia batte l’Italia.

Non voglio scadere nella retorica passatista del “c’eravamo tanto amati”, ma piuttosto penso al cinema pieno zeppo di persone entusiaste per un film che parla di famiglie allargate, di cinema, di amore, di maternità, di fratellanza come da tempo non se ne vedevano. L’Italia, e ce lo dimostrano anche queste pellicole, è molto meglio di quanto la politica (e recenti episodi di cronaca) non ci vogliano far credere.

Anna è la metafora dell’Italia? No, è solo una portatrice sana di speranza ed vitalità. I due nemici giurati della politica dell’odio e della paura che infesta il nostro paese. Le cose cambieranno…ed intanto, ce ne andiamo a dormire con le note de “La prima cosa bella” di Nicola di Bari – cantata dall’italo-tunisina Malika Ayane. Chi ha orecchio, INTENDA.

Notte ragazzi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: