Ferie romane

Queste ferie mi hanno confermato qualcosa che sapevo da tempo. La persona con cui amo maggiormente passare il tempo libero sono io. Sono state due settimane di rapporti sociali ridotti a zero, facevo i conti con me stesso ogni giorno. Con una Roma semi-desertica, e con molti eventi a cui partecipare, mi sono trovato da dio. Non ho mai dimenticato le mie industriali esigenze sessuali, che grazie all’afflusso di turisti stranieri ho potuto tranquillamente soddisfare. Sono diventato un infopoint sessuale, il comune di Roma dovrebbe ricompensarmi per la buona immagine di ospitalità che ho offerto a decine di turisti!

Scherzi a parte, questi giorni sono stati importanti per farmi comprendere a fondo cosa voglia (e cosa non voglia) davvero dalla vita. E sono contento di averlo scoperto senza l’aiuto di nessuno, con le mie forze. Da domani si ricomincia con la routine, ma adesso ho uno spazio tutto mio che rimarrà ben vivo tra i ricordi. E so dove puntare, so perché lavoro tanto, ho ben chiaro il mio obiettivo.

Buon ritorno dalle ferie a tutti.

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Omogenizzati

Ennesimo suicidio di un ragazzino a causa del bullismo inflitto dagli “amici” per via della sua omosessualità. Aveva 14 anni, e riesco a capire cosa gli sia passato per la testa. Sento la rabbia salire, mi immedesimo nei suoi panni; alla sua età, io sapevo benissimo cosa mi piacesse e cosa no, ma non lo dicevo a nessuno. Non mi fidavo di chi mi circondava, avevo già abbastanza problemi a gestire questa “cosa” da solo, e non volevo che nessuno ci ficcasse il naso. Eppure, a scuola i sospetti c’erano, io ero un “diverso” in molti sensi: non giocavo a calcio, mi circondavo di donne ma non mi vantavo di scopate alla Rocco Siffredi, studiavo molto e uscivo poco. Ovviamente, le voci iniziarono a girare, ma non presero mai una piega “bullista”, forse perché io ero un bimbo molto forte e deciso. E si sa, i bulli sono dei deboli che se la prendono con altri deboli – attaccano per non essere attaccati.

Ma all’epoca Internet era appena nato, aveva una diffusione irrisoria, non esistevano i social network. Questi ultimi hanno dato maggiore spazio a questi fenomeni, perché “spersonalizzano” il bullo, ed anche quello meno spavaldo riesce a postare offese – magari da un profilo anonimo – al debole di turno. Quindi, Facebook come cassa di risonanza delle patologie sociali di cui soffrono questi bambini, figli di genitori a loro volta malati di un misto tra machismo, ignoranza e paura. Si potrebbe dire: se sei gay e non sopporti le critiche (qualche associazione cattolica che la chiama “libertà di espressione”), non iscriverti a Facebook. Semplice no? Certo, limitare la libertà di un individuo si chiama SEQUESTRO DI PERSONA, ed è punito ai sensi dell’art. 605 del codice penale. La stessa obiezione la si faceva prima di Internet, a quelle persone con atteggiamenti effeminati: “Datti una regolata, sembra più maschio, e vedrai non ti daranno più fastidio”. Cambiano gli anni, ma le soluzioni sono sempre le stesse maldestre opzioni da stato teocratico.

Parlavo di patologia, perché l’omofobia lo è a tutti gli effetti. Una fobia è “una manifestazione psicopatologica il cui principale sintomo è l’irrefrenabile desiderio di evitare l’oggetto che incute timore”. E se le sue conseguenze non fossero drammatiche, sarebbe ironico pensarla in questo modo per gli omofobi. Loro si fregiano di essere i veri “maschi”, ma poi sono mossi nelle loro esternazioni da una semplice paura del diverso.

Come si trasmette questa patologia? Gli agenti patogeni sono quattro: famiglia, scuola, politica e amici. Tutti questi attori giocano un ruolo fondamentale nella creazione della cultura dominante; in Italia sono tutte e quattro inevitabilmente OMOFOBE. La famiglia, perché i genitori vengono da un cultura arretrata ancora legata ai “valori di una volta” (gli stessi che obbligavano le donne a rimanere con i loro uomini che le picchiavano, per non essere disonorate). La scuola, perché nei programmi non appare traccia permanente di educazione civica, immaginiamoci di educazione sessuale. La politica, perché non riesce neanche a varare una legge contro l’omofobia, figuriamoci una legge per i matrimoni gay. Gli amici vittime di tutti gli attori precedenti.

La cultura dominante, che ne è il frutto, diffonde un solo facile messaggio: UCCIDI IL DIVERSO DA TE. Purtroppo, questo concetto decreta il fallimento della cultura occidentale, perché ci fa tornare allo status di homo homini lupus. L’estremo logico di UCCIDI IL DIVERSO, infatti, è che, essendo tutti diversi gli uni dagli altri, siamo tutti autorizzati ad ammazzarci a vicenda.

L’Illuminismo spazzato via da quattro coglioni impauriti che ci rispediscono dritti al Medio Evo.

Io non mi arrendo, e lotterò sempre, perché gli omosessuali si dichiarino ai propri amici e colleghi. Solo attraverso la conoscenza diretta si combatte la paura, e l’ignoranza. Questo è lo sforzo che chiedo ai miei “colleghi” gay, ma al contempo chiedo uno sforzo incredibile da parte della società civile per uperare gli evidenti limiti che l’attanagliano. Solo così si guarisce da questa malattia che avvelena il vivere comune di ODIO anziché inondarlo di AMORE.

Riflettete, gente.

Assenze e presenze

Il Gay Pride 2013 di Roma si è caratterizzato per le assenze, e non per la causa per cui è stato organizzato. Nessuno ha parlato dei diritti GLBT, tutti hanno gridato allo scandalo per l’assenza del neo-sindaco laico Marino. Questo decreta il fallimento totale di questa manifestazione vetusta e vintage in ogni suo aspetto.

Peraltro, le polemiche sono prive di fondamento. Non è che appena che i gay si mobilitano, i sindaci si devono prostrare alla santa causa dei loro (nostri) diritti. Se Marino era stanco per la campagna elettorale, e ha preferito mandare un video di sostegno, ne è in pieno diritto. Non facciamo i ridicoli.

Per me, è stato molto meno di classe quanto fatto (ahimè) da Papa Francesco, che ha deciso di benedire i motociclisti, riuniti nello stesso giorno del gay pride, e di snobbare totalmente quest’ultimo. Il messaggio è chiaro: conta di più l’amore per una motocicletta che per un altro essere umano.

I due casi differiscono molto per un motivo semplice: la scelta di campo. Marino non ha appoggiato una manifestazione e snobbato l’altra, il Papa si. Eppure nessuno si è scandalizzato di questo. Tutti a osannare il Papa, perché è COOL. Non fraintendetemi: a me piace Francesco, pure tanto. E non pretendo mica che appoggi i matrimoni gay, MA da uno COOL mi aspettavo quantomeno un messaggio di distensione. E invece, si è messo a benedire marmitte.

Speriamo bene nel futuro, non voglio pensare a male. Non vorrei mai fosse la versione 2.0 di Carol Telepromozione Deambulante Woityla.

Comu-anali 2013

Riepologo dei risultati del primo turno delle comunali. Vince l’astensione. PD in vantaggio dappertutto. PDL segue a ruota. Movimento 5 Stelle disintegrato. Poche, ma chiare lezioni.

1) Il PD vince quando vanno solo quelli del PD a votare. Sostanzialmente, sono state delle primarie data l’affluenza bassissima; 2) Il M5S lo si vota solo alle nazionali, perché poi alle comunali ci si caga sotto di mettere degli incompetenti (il che rivela molto di quanto pensiamo siano utili i Parlamenti);

3) Il PDL tutta questa rimonta non ce l’ha avuta, ma neanche un crollo (come uno penserebbe dato il suo leader accusato di frode fiscale); 4) I sondaggi ormai sono accurati quanto una rondine che fa la primavera; 5) Alemanno si fa di crack (si può mai dire che i romani non sono andati a votare per via del derby?)

Con queste elezioni, la situazione è esattamente uguale a quella di febbraio. Non si capisce proprio un cazzo. Anzi, quello si capisce, ed è diretto verso il nostro deretano.

Senzapalle vs palle di neve

Per dio, ma le palle i politici dove le hanno messe? Assistere all’indecente spettacolo di un sindaco di Roma che scarica il barile sulla Protezione Civile (dopo averlo fatto anche pochi mesi fa per l’alluvione) mi fa vomitare. Mi ero giá abituato allo stile montiano di palle cubiche con ruote motrici, dimenticando che i politici italiani sono sempre lì a scaldare la seggiolina con il loro culone da 15mila euro al mese.

Non critico Alemanno per la totale inadeguatezza del suo fantomatico piano neve, ma per le reazioni isteriche che ha avuto da quando ha capito che era miseramente fallito (per non dire, mai partito). Ad un sindaco si chiede una sola cosa: metterci la faccia, e quindi, perderla qualche volta – se necessario. Il nostro sindaco è bravissimo solo nella prima parte del compito, nella seconda langue in misura proporzionale alle dimensioni della sua saca scrotale.

Eppure, da un ex fascista che picchiava gli omosessuali in fronde naziste mi aspettavo quantomeno un pó di decisionismo. Oppure i testicoli li deve chiedere in outsourcing come fa per metà dei servizi comunali? Ma Roma Capitale non garantisce fondi di cui nessuna cittá gode in Italia? Dove finiscono questi soldi? Dateli a Gianni, per cortesia: deve andare in terapia per recuperare un pó di dignità.

Roma, capitale della terza forza economica in area euro, si blocca totalmente per tre giorni. E lui rimane ancora in carica? Per stanotte si prevede un’altra nevicata: nessuno sparge sale per le strade. Tutto come se niente fosse. Il sindaco non fa altro che emanare ordinanze comunali del piffero: chiuse le scuole, ma gli insegnanti vadano a scuola. Obbligo di portare le catene, ma a bordo (non montate!). Ovviamente, nessuno rispetta niente.

Questo succede quando metti un senzapalle di fronte alle palle di neve. Le subisce, e torna a casa da mamma a piangere. Che ci fa ancora lì al Campidoglio?

Trony, siamo tutti gran coglioni

Ieri Roma bloccata per l’apertura di un Trony, che offriva prezzi scontati su tutti i prodotti. 2 milioni di fatturato in un solo giorno. Gente che aveva dormito lì pur di accaparrarsi l’ultimo modello ndi gioiellino tecnologico. Vorrei fare alcune riflessioni assolutamente non richieste.

1. Alemanno non c’entra manco in questo evento di ordine pubblico? Non si poteva prevedere il “sacco di San giovanni”? E il nubifragio di una settimana fa? Questo sindaco deve prendersi le sue responsabilità e dimettersi. Altrimenti, un cazzo e tutt’uno. Anche io posso fare il sindaco.

2. Chi sono questi consumatori disposti a tante ore di fila al freddo? Parliamo chiaramente. Sono dei disperati, di due tipi. Quelli che davvero non hanno soldi, e quindi acquistare una LAVATRICE a 100 euro è una tentazione irresistibile. E quelli che invece vedono la parola SCONTO e si fiondano a comprare anche merda fritta.

Domanda: se il negozio avesse venduto cibo, ci sarebbe stata la stessa ressa? Dubito fortemente. Questo la dice lunga sui bisogni degli italiani. D’altronde i dati lo dicono chiaramente: calano i consumi alimentari, ed aumentano quelli tecnologici. Quando finiranno i soldi, ci mangeremo chip e pixel? Col cazzo.

E allora forse questa crisi può essere davvero un’opportunità. Per tornare alla realtà. Alla vita VERA. Solo quando brucia il mazzo, ci si ricorda di averne uno.

Morti viventi

Assistiamo inermi all’avanzata degli zombie. Morti viventi che popolano le cronache politiche e non del nostro povero paese. Credevate fossero morti per sempre, ma rieccoli che affiorano come maledette herpes labiali (di quali labbra vi lascio immaginare). Elenchiamone alcuni.

L’imprenditore che scende in campo (e che non fa manco un goal). Non ci e’ forse bastato Silvio? Ora ci si mette pure Montezemolo? Che peraltro, fa il giochetto vedo-non vedo che manco una escort di Papi. Scendi o non scendi, Monteze’? Deciditi, bello de casa.

Il “papa straniero” (perche’ non ci bastava quello che gia’ abbiamo). Dopo la soporifera esperienza di Prodi, ecco giungere l’ennesimo salvifico burocrate in odore di santita’, Mario Monti che vien da Bruxelles. Sarebbe il candidato ideale per entrare in Europa. Si, perche’ nel frattempo ci avranno cacciato a pedate in culo.

La nuova Democrazia Cristiana (un ossimoro). Non vuole creare un partito politico, ma smuovere le acque. Punti fermi: la famiglia, l’omofobia, e la lotta all’eutanasia. Anche la riesumazione della ius primae noctis e delle torture con l’olio bollente sono al vaglio di questo innovativo comitato.  Il Nuovo Ulivo di PD, SEL e IDV manco lo nomino, perchè ho attacchi di vomito solo ad averlo digitato.

I sessantottini. Chiamateli Grillini, Movimento Cinque Stelle, indignados, girotondini o come cacchio vi pare. E vai con preghiere a Gaia la Madre Terra, e democrazia diretta con televoto sms. Il tutto condito da una retorica comunista che trapana i coglioni pure a Marx (che ci fa sapere dalla tomba che ora vuole investire in derivati).

Insomma, lo scenario politico italiano e’ desolante. Antico. Corsivo e ricorsivo. Palloso. E innovativo quanto un dito in culo (no, non siete gay se chiedete alla vostra donna di stimolarlo!). Quasi quasi ho nostalgia di Berlusconi. Almeno lui e’ in sintonia con il paese: vanno a puttane entrambi.

Q tengas suerte, Italia!

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