Pagliacci

Ridi Pagliaccio – cantava Pavarotti, nella celebre aria “Vesti la Giubba”.

Bei tempi quando eravamo noi italiani a ridere di qualcosa o di qualcuno. Ormai a ridere sono gli altri di noi. E la novità di ieri è che neanche più cercano di nasconderlo: basta guardare questo video tra Merkel e Sarkozy, dove i due premier ridono ad una domanda su Berlusconi. Rispetterà gl’impegni economici? Scoppia la risata della sala stampa, e dei due leader.

Succede. Quando chiami CULONA INCHIAVABILE la donna più potente del mondo, o quando prometti invano ai Francesi di liberare il posto di Bini Smaghi al board della BCE, o quando vai al congresso di Scilipoti, mentre la speculazione ci divora vivi, o quando prometti per metà ottobre il ddl sviluppo, per poi dichiarare di “non avere fretta”.

Credetemi, ieri alla visione del video, ho avuto un conato di vomito. Non ci bastavano i problemi strutturali dell’Italia, dovevamo pure aggiungere quelli che ci crea il nostro primo ministro. La rabbia, ma anche l’impotenza e la paura di essere commissariati dall’Europa, perchè non siamo in grado di vedercela da soli. Noi italiani, che abbiamo fondato la UE assieme a Francia e Germania, siamo estromessi da ogni decisione importante sull’Unione Europea. E’ ufficiale.

Perchè deve interessarci tutti? Perchè l’Europa, se dovesse intervenire da sola, non sarebbe molto magnanima. Imporrebbe misure draconiane alla greca, subito, senza proroghe o indecisioni. Molti economisti gioirebbero, ma il paese crollerebbe nella recessione più grande di sempre. Abolizione dell’articolo 18, distruzione del sistema pensionistico e del welfare, privatizzazioni dei beni comuni.

Divertente. Il sistema liberistico antistatale manda in crisi tutto il mondo, e la cura da cavalli proposta dai grandi della terra è…aumentare il sistema liberistico. Come se ad un malato di AIDS si consigliasse di fare sesso senza preservativo, tanto ormai il danno è fatto. Eh già, la speranza che la situazione si riprenda è davvero bassa, se si continuano a dare sempre le stesse ricette che hanno fallito.

E questa filosofia l’abbiamo arginata fino d’ora, perchè siamo uno stato forte, indipendente e credibile. O meglio, lo eravamo. Se viene meno anche questa barriera politica, siamo letteralmente nella merda. Possibile che non esista un orgoglio italiano che ci faccia riscattare dalla fogna in cui ci siamo messi? Dobbiamo assolutamente liberarci da questo governo, da questi politici, da questa classe dirigente.

Basta. Basta. Basta. Smettetela di fottervene, altrimenti vi fotteranno loro.

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Gira la ruota, compriamo una vocale!

Nella capitale del nord, la minoranza batte la maggioranza, che si sgretola per via partiti estremisti, e di correnti che la lacerano dall’interno. Il presidente del Consiglio viene esortato a non presentarsi ai comizi. Non e’ il Governo Prodi, ma quello Berlusconi. Nemesi storica tra le più ironiche, se non fosse tragica per il nostro Paese.

La sinistra ne approfitta, unita per la prima volta da anni. Dilagano con gli “spin” di Pisapia Il Moderato, e di De Magistris Il Nuovo Che Avanza. Conquistano il web con parodie su Youtube e pagine Facebook con decine di migliaia di fan. Coinvolgono, commuovono i giovani. Persino D’Alema sembra più simpatico (“Zingaropoli islamica a Milano? Per ora solo Arcore e’ piena di marocchine”). Cosa sta succedendo?

Il vento sta cambiando, ripetono i leader del PD e gli editorialisti simpatizzanti. Oggi un sondaggio Demos-Coop registra un dato impressionante: il ceto medio e’ minoranza (43%), superato da quello operaio (48%); la stessa percentuale delle amministrative di Milano con una Moratti bloccata al 41% e Pisapia al 48%. E’ davvero un caso?

In Spagna, i giovani occupano le maggiori piazze di Barcellona e Madrid da giorni. Il Partito socialista crolla al 27%, e vince il Partito Popolare con un misero 38%. L’astenzione è ai massimi storici, al 33%. Il premier Zapatero ha perso il tocco magico, e così anche il premier francese Sarkozy che registra un crollo nei sondaggi.

Ed intanto, i paesi arabi si fanno portatori di democrazia e libertà, tanto da spingere il presidente Obama a lanciare un nuovo Piano Marshall in quell’area del mondo. Ma non solo: gli USA appoggiano un cinese per sostituire DSK alla presidenza del FMI. Ormai, l’Europa è sempre più marginale.

Alleanze prima inimmaginabili si realizzano. Vecchi nemici diventano amici. Vecchi poteri scalzati da nuovi poteri, che vengono dal basso. Tutto ormai è possibile. E non mi resta che lasciarvi con una canzone storica, “Wind of Change” degli Scorpions. “Listen to the wind of change…..”

Italiani o Itali-ani?

La Padania: “Berlusconi si e’ inginocchiato a Parigi”. Silvio: “Non mi sono inginocchiato, al massimo e’ il contrario”. Comprendiamo che al Premier non piaccia trovarsi nella posizione che impone solitamente alle sue Arcorine… ma chi di pompino ferisce, di pompino perisce.

Dal vertice italo-francese, l’Italia ne esce sconfitta in tutto: immigrazione, guerra in Libia, scalata Parmalat, candidatura di Draghi alla BCE. Sui primi tre ha prevalso la linea francese (si a revisione Shengen, si a bombardamenti in Libia, si a OPA Lactalis su Parmalat). Sull’ultimo aspetto, Sarkozy ha concesso l’appoggio all’italiano Draghi. 3 a 1 per la Francia.

La domanda sorge spontanea: che ruolo ha l’Italia in Europa, e nel Mondo? Se l’Europa e l’America sono sempre più irrilevanti rispetto alla Cina, che fine fara’ il paese meno influente tra i meno influenti? Avere una mission, un chiaro posizionamento di mercato e’ l’arma vincente di qualsiasi brand. I paesi non fanno eccezione.

La nostra immagine e’ schiacciata sulla reputazione (?) del Premier, la nostra industria manifatturiera, il noto “Made in Italy”, e’ surclassata dalla Cina in qualita’ e prezzo, la nostra universita’ e’ depressa dai tagli, la cultura va a pezzi (letteralmente, vedi caso Pompei), il turismo e’ affidato alla Brambilla, per Cristo!

Tutti gli asset del nostro sistema-Paese vanno a rotoli. Il nostro governo pensa solo alla giustizia, il resto passa inosservato. La conseguenza e’ la più totale disaffezione degl’italiani alla res pubblica, l’orgoglio di appartenere alla nostra comunita’ e’ ai minimi storici.

La Francia, l’Inghilterra hanno uno spirito nazionalista molto più saldo del nostro. Sono una nazione, un popolo, prima che uno Stato. Noi sembriamo un Europa in piccolo: uniti dalla moneta, separati in casa. E i partiti al governo non fanno che acuire i contrasti.

Cosa fare allora? Quale ricetta per tornare ad essere Grande tra i Grandi? Semplicemente, iniziare a pensare come tale. E comportarsi di conseguenza. Bisogna cambiare l’atteggiamento mentale nei confronti del nostro Paese.

Il punto di partenza e’ innescare meccanismi virtuosi nella scuola. Che l’educazione civica, la storia dell’arte e la letteratura siano il pilastro della nostra educazione. Che qualsiasi ragazzino possa fare da guida turistica nella propria citta’. Che si parlino almeno due lingue straniere (il dialetto non conta come lingua).

Che si ami ardentemente la propria Costituzione. Che si recitino a memoria i suoi principi fondamentali. Che si scolpiscano col fuoco la storia che li ha generati. Che non si dimentichi mai più da dove veniamo, e cosa siamo diventati.

Insomma, la cultura come elemento strategico, e come compagno di vita di ogni singolo italiano. Si deve nascere nella culla, e morire nella cultura. Perche’ altrimenti si nascera’ nella merda, e ci si morira’ pure.

Incapacità

Molto spesso lo accomunano a Berlusconi, quasi a mo’ di offesa o reato politico.

Lo scandalo di corruzione che ha travolto Sarkozy sembra quasi confermare tali accuse, ma c’e’ un piccolo dettaglio: il presidente della Repubblica francese stasera andra’ in TV per risponderne ai giornalisti e ai cittadini. Probabilmente le domande saranno preparate in anticipo: in politica non importa tanto il contenuto a volte, ma la forma. Il capo di Stato di una nazione occidentale, la patria di Montesquieu, sente l’esigenza morale di spiegarsi agli elettori cercando di usare a suo favore il Quarto Potere, i giornalisti.

Berlusconi, invece, ieri ha chiarito molto bene il suo pensiero al riguardo: “La liberta’ di stampa non e’ un diritto assoluto”. Non a caso, si e’ sottoposto solo due volte a veri dibattiti televisivi: una volta a Ballaro’ contro D’Alema, la seconda contro Prodi nel faccia a faccia per le penultime elezioni politiche. In entrambi i casi, mostro’ la sua totale inadeguatezza comunicativa, persino contro uno zombie lessicale come Prodi!

Si dice che il nostro primo ministro sia contro le regole democratiche, e la legge bavaglio ne sarebbe la prova. Io la penso diversamente: lui è contro la stampa perchè non sa semplicemente affrontarla. Cosa fa un bimbo quando non sa fare il compito assegnatole dalla maestra? O dice che la maestra è una stronza (cosa che io facevo regolarmente) oppure semplicemente non lo fa e si rifugia tra le braccia di mammina. La mammina di Berlusconi è la corte di lacchè e pied-a-terre umani che formano la maggioranza di governo e che gli approvano tutte le leggi che lui desidera.

La Francia è “a rischio Italia”? Probabilmente no. Quello che più mi preoccupa è che il nostro Paese sia divenuto un fenomeno sociologico, e non una nazione rispettabile come le altre in Europa. Non saremmo più tra i PIGS, ma perchè ogni giorno mi sento sempre più di vivere in un porcile?

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