Ragazzi, si torna in Europa!

Le cose sono molto semplici. Il capo di un partito di maggioranza è pregiudicato. Deve farsi da parte e scontare la pena. Parlare di “agibilitá politica” o addirittura di “grazia” sono una chimera urbana, come i coccodrilli nelle fogne di New York o la tetta di Carmen di Pietro scoppiata in aereo. E a poco valgono le minacce al PD mosse dai falchi del PDL: “Il governo cade, se il PD silura Berlusconi”. Ma di cosa parlano? Chi propone di votare in Senato contro la decadenza del seggio senatoriale, chi di muovere istanza di anticostituzionalità della legge Severino. Sembra un film di Antonioni dove nessuno (attori, spettatori e persino regista) capisce un cazzo. E la trama si infittisce di dettagli tra il tecnico legali ed il burlesque, giorno dopo giorno.

Per una volta, rendiamo grazia a Dio, il PD é stato chiaro, unito e succinto: le sentenze vanno applicate, affermó Epifani all’indomani della sentenza della Cassazione. E da allora, la linea del partito è rimasta immutata. Nella giunta al senato, i dem non dovrebbero riservarci sorprese, anche se la “sindrome dei 101” che hanno silurato Prodi aleggia al Senato come l’ebola in Congo.

Nel frattempo, sarà un caso, lo spread è ai minimi da due anni. Sta scendendo dal giorno della sentenza della Cassazione a Sivio. Non vogliamo fare allusioni, ma sarà che i mercati – vedendo finalmente la concreta possibilità che B se ne vada fuori dai coglioni – ci stanno riconsideranno un paese europeo?

Sarebbe ora.

Un sabato italiano

Ieri è stata una giornata bellissima per l’Italia. Alle Camere sono echeggiati i discorsi dei nuovi Presidenti, Boldrini e Grasso. Parole come diritti, no alla violenza sulle donne, parlamento casa trasparente della buona politica, la difesa dei più deboli sono finalmente rientrate nei Palazzi del potere. E contemporaneamente, il neo Papa Francesco parlava con i giornalisti, faceva battute sul momento della sua elezione, spiegava che vuole “una Chiesa povera per i poveri” e finiva l’incontro benedicendo in silenzio per rispetto ai non credenti. Ieri mi sono commosso tanto, come non mi succedeva da tempo.

La bella politica, così come la bella fede, ti scuotono dentro come un terremoto. Ti impongono un rispetto, ed una reverenza verso chi le pratica. Ti spingono ad essere una persona migliore, ti ispirano nel tuo vivere quotidiano verso un futuro migliore e pieno di speranze. Vorrei che i prossimi giorni parlamentari siano guidati dallo stesso spirito. Vorrei che alle consultazioni con Napolitano tutti i partiti si comportassero con alto profilo istituzionale, e soprattutto, mossi dall’amore per il proprio paese, per la nazione e  per i più deboli. Vorrei che sentissero il peso sulle spalle di questa responsabilità, ma anche la gioia di portarlo con orgoglio e rispetto.

Noi italiani siamo capaci di grandi slanci, all’improvviso cogliendo tutti di sorpresa.

Che tutti i giorni siano come ieri. Ne abbiamo bisogno come il pane.

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