“Tagliati” per la politica

Oltre alla politica del “Dividi et impera” di cui ho ampiamente parlato, il governo Berlusconi fa uso di un’altra tecnica, mutuata dall’informatica: “Taglia e copia”.

Alcuni esempi recenti.

Universita’: taglia 700 milioni (il 10% del totale), ma non mette in copia i docenti che vogliono protestare per la riforma Gelmini. Più merito, meno sprechi. Leggi: meno soldi, più precari.

Fisco: taglia l’Irap, ma non mette in copia Tremonti, che s’incazza come un cefalo e minaccia le dimissioni. Scontro rientrato con una marchetta su una ipotetica cabina di regia della politica economica del governo.

Sicurezza: taglia i fondi al ministero dell’Interno per 263 milioni, pero’ non mette in copia i poliziotti che sono scesi in piazza in protesta.

Biotestamento: taglia il dibattito parlamentare sul testamento biologico, ma non mette in copia l’opposizione che aveva presentato diversi emendamenti.

Il governo taglia, taglia, taglia e non mette mai in copia chi di dovere. Però, stranamente, non dimentica MAI di mettere in copia i giornali, inondandoli di slogan propagandistici. Che casualità.

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Lieto fine?

Non finirà come tutti speriamo. La naturale conclusione dei diversi scandali in cui è coinvolto il nostro primo ministrone da diverso tempo sarebbe una soltanto: DIMISSIONI IMMEDIATE.

In pochi mesi,

– è stato condannato per corruzione del processo Mills

– è andato con prostitute nella sua residenza romana

– ha suggerito ai pubblicitari di non investire su un giornale d’opposizione

– ha denunciato dei giornalisti perchè gli fanno delle domande legittime

– ha creato uno scandalo enorme attraverso il giornale del fratello

Questo per non contare le migliaia di altri peti legislativi che il culo della sua maggioranza politica ha espulso nei primi mesi di Governo.

Ma l’opposizione (quale?) è totalmente MORTA. Avete visto i manifesti di Bersani per le primarie? Sembra CASPER, il fantasma. E le dichiarazioni di Franceschini? DENUNCIACI TUTTI? Ma magari, io vi manderei a tutti in galera, perchè avete regalato l’Italia a questo nano fallocratico con il parrucchino. Ieri ero al Gay Village, ed ha parlato Nicola Zingaretti, presendente della provincia di Roma, è del PD. Ha ovviamente parlato della fiaccolata che organizzeranno per la sicurezza dei cittadini, a seguito dell’accoltellamento del ragazzo gay venerdì passato.

Vi giuro: PER LA PRIMA VOLTA da quando è nato questo partito, sono stato attento più di 10 secondi al discorso di un suo MEMBRO. E per la prima volta, quando dico MEMBRO, non penso ad un CAZZO, ma ad una persona REALE, con delle idee in cui CREDE DAVVERO, che esprime con PASSIONE su un palco DIFFICILE come quello del gay village. Forse si candiderà a sindaco di Roma, ma io speravo in qualcosa di più.

Perchè andare alle prossime politiche, con Bersani o Franceschini è ciò di cui l’Italia NON ha bisogno. Tante vale tenerci Berlusconi, almeno ci divertiamo.

La solitudine dell’uomo globale

La solitudine del cittadino globale

Zygmunt Bauman è un autore che sa sempre sorprendermi. Riesce a verbalizzare l’ovvio in maniera da fartelo ri-scoprire da altri punti di vista. Ciò che da sempre ti è sembrato scontato, ora capisci che ha un prezzo, ed anche alto.

Il libro che ho appena terminato è intitolato “La Solitudine dell’uomo globale” (orig. “In search of politcs” – ed. Feltrinelli – pag.227 – € 9,50 – ISBN 978-88-07-72053-6 ). Inizia con un paradosso: a mano a mano che abbiamo guadagnato libertà individuale, abbiamo iniziato a sentire una mancanza e non un appagamento. Perchè? Cosa ci manca?

Secondo Bauman, a mancarci è il trio della Sicurezza (Sicherheit), ovvero, Sicurezza Esistenziale, Certezza e Sicurezza Personale. Da questa considerazione prende di mira una serie di aspetti della nostra vita, per rivoltarli come un calzino svelandone la loro vacuità (la repubblica, la moda, il grasso, la paura, il riso, ed altri).

Alla fine, propone un ritorno all’Agorà greca. Un’utopia possibile di nuovo, grazie all’evento di Internet.

Decisamente un libro da leggere.

ps link ad un post di Gabrielik, che cade a fagiolo.

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