La vita a 33 anni o di come sopravviverli

L’altro giorno mi trovavo davanti ad un caffè, parlando del più e del meno con un amico. “Ci pensi? Fra 7 anni avremo 40 anni!”. Ora, posto che io non mi metterei mai ad urlare una cosa del genere in pubblico e che occupo la mia vita con interrogativi ben più entusiasmanti (es. “perché il cuore batte così forte dopo un orgasmo?”), mi ha fatto riflettere quel bastardo. Nota mentale: cancellarlo dalla rubrica.

La verità è che non posso prendermela con lui. Ha ragione: la matematica non è un opinione, e la carta d’identità manco! Certo, se date un’occhiata alla mia, penserete che sono un siriano appena sbarcato a Lampedusa, e non uno splendido esemplare di 33enne-fra-7-anni-40enne italiano puro sangue. Ma nonostante il mio charme ed incredibile fascino, è vero.

Ricordo che da adolescente pensavo ai trentenni come i “signori”, quelli grandi. E se devo dirvela tutta: immaginavo la mia vita esattamente come è ora. Carriera, allenamento ed un abbondante disturbo antisociale di personalità. Si, volevo anche una famiglia, ma su quello ci sto lavorando con il mio psicoterapeuta. Perché avere delle persone amate se puoi avere dello Xanax?

Eppure, il tempo delle mele è finito, sono ormai alla cheesecake. E volente o nolente, devo vivere i miei anni così come vengono, senza alcuna aspettativa. Il segreto è quello. Se ordini una pizza alta pachino e bufala, con doppia bufala, e con il cornicione bruciato, e ti arriva una marinara striminzita alla romana ci rimani malissimo, no? Se invece chiami Pizza Mary e gli dici “mi faccia una sorpresa”, a parte beccarti una denuncia per stalking, qualsiasi cosa porteranno ti piacerà!

Un altro trucchetto che ho imparato alleviarmi il peso del mondo è dirmi bugie. Tutto andrà bene, tutto si sistemerà, insomma non buttarti giù, c’è chi sta peggio di te. E non importa se non ti viene in mente nessuno che non viva in una favela a Rio, l’importante è crederci. Perché prendersi per il culo è il segreto di una lunga vita. Quello, e lo Xanax di cui sopra.

Se dovessi consigliare un’età ai miei nipoti, gli consiglierei proprio questa che sto vivendo ora. Sei libero di fare rutti e peti nella tua casa da single incallito. Puoi spararti mille episodi di un telefilm e morire di torcicollo perché non sai dove diamine poggiare il mac per vederli. Puoi comprare qualsiasi cosa su Amazon, e dirti che te lo meritavi. Manco avessi vinto un Nobel per la pace per aver buttato la spazzatura prima che venisse la nettezza urbana.

E non dimentichiamoci la cosa più bella di tutte. Non devi dar conto a nessuno di quello che fai. Sei L I B E R O. A volte ti puoi sentire un pò solo, senza speranze, ma poi finisce la pubblicità e dimentichi tutto.

Good luck 33enni!

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Single a vita

Niente, io rimarrò single a vita. Appena nasce qualcosa, io mi sento soffocare e scappo manco bussasse Equitalia al citofono. Vorrei tanto essere una persona romantica, che si da all’altro senza condizioni, che vive le proprie emozioni almeno tanto intensamente quanto il primo a spingere la porta di Euronics quando inizia il FuoriTutto, ma proprio non ci siamo. Ogni tanto, quando fa freddo e si bloccano i termosifoni, mi assalgono degli spiriti da principessa della Disney, e cerco un compagno. Ma quando il termostato supera i 27 gradi, chiamerei amorevolmente i NAS a disinfestare casa dalla creatura che fino a pochi istanti prima sbacciucchiavo con tenerezza. Nella mia testa continua la vocina “non hai ancora trovato quello giusto”. Potrebbe essere vero, ma parliamoci chiaro. A trentatre anni, non hai più il desiderio di litigarti su quale serie TV da vedere su Netflix, e non accetti compromessi sull’annosa questione “tavoletta del cesso abbassata si tavoletta del cesso abbassata no”. Non vuoi trascorrere neanche un secondo a dibattere su dentifrici strizzati al centro e non alla fine o su calzini sporchi che volano per caso manco Pomi d’ottone e Manici di Scopa. E no, non voglio prenotare le vacanze assieme in un villaggio della Valtur dove finiremo per litigarci perché ho guardato troppo il culo dell’animatore che insegna origami ai non vedenti, non voglio diventare un “noi”, che somiglia tanto a “non io”. Dice che Gesù si è fermato a Eboli, ma l’amore si è fermato sul Raccordo. E mica sono il carrattrezzi.

Mezzo chilo di lombatina di vitello

E no, mo basta!

Dopo una giornata a lavoro, la tensione che si taglia col coltello e vorresti tanto lasciare tutto ed aprire un puttan-club a Caracas, torni a casa e pensi di rilassarti. MA TI SBAGLI. Vai al supermercato, e ti viene pure sbattuto in faccia il tuo odiato status di single: ti accorgi di essere schifato dalla società in quanto tale quando sei COSTRETTO a comprare MEZZO CHILO di lombatina di vitella in formato famiglia! E allora senti la puzza del diavolo democristiano dietro ogni scaffale dei biscotti e dei cibi preconfenzionati. Ma chi cazzo si mangia 20kg di pizza surgelata condita con 10kg di lasagna e 2kg di cadaveri di bambini dello Sri-lanka? Un giorno ci troverò pure la colf minorenne di mia nonna dentro una di queste straripanti margherite precotte, predigerite e pre-maandasseroapigliarloinculo.

Si, miei signori, lo ammetto: ODIO – ripeto – ODIO profondamente essere single.

E me ne frega cazzi della storia dell’indipendenza, del “verrà quando meno te lo aspetti”, STI-GRAN-CAZZI: io lo voglio ADESSO, QUI NEL MIO LETTO, al posto di questo fottuto PC che ogni tanto mi da pure le scossette elettriche che dai polpastrelli vanno dirette allo scroto. L’unico brivido che ci è concesso ai noi single: quello di sfogarci nella fottuta rete. Come delle merdose balene. Ma non si dovevano estinguere quelle luride? Stanno sempre ad accoppiarsi pure loro, scommetto.

Fanculo pure le balene. Troie che non siete altro!

E se volete proprio saperla tutta, ve la dico: io mi sento decisamente inculato dalla vita.

Mi era stato detto che se trovavo un lavoro appagante, con una casa tutta mia, con una vita completa, fatta di amici che ti vogliono bene, di passioni che ti riempiono, di sport che ti tengono in forma, di viaggi che ti aprono gli orizzonti, sarei stato felice e sereno. STRON-ZA-TE, BALLE grandi quanto una CASA abusiva condonata con il piano casa Berlusconi! Io ho tutto quello di cui sopra, miei cari, e posso dirvi che senza amore vale meno della cacca del cane della vicina (si, quella stronza che tromba ogni fottuta sera con l’amante russo).

No, no e poi no! Non venite a contarmi balle sul “devi imparare a stare bene da solo”. Chi sta bene da solo o è un asceta o è psicolabile o è solo in una pausa tra una relazione e l’altra. Vi prego, evitate di farmi il discorsetto che se non ti ami non puoi pretendere che ti ami qualcuno altro. Altra grande minchiata, cazzo. IO MI AMO PROFONDAMENTE, ogni minuto e secondo della mia vita, eppure non trovo un fottutissimo cane che sappia amarmi non dico autenticamente, ma anche per semplice emulazione. A ‘sto punto mi accontenterei pure di un mimo, porca eva.

Morale della storia: se siete in coppia e siete in crisi, vi prego di NON VENIRE A ROMPERMI LE BALLE con le vostre menate sulla libertà ridotta, sul senso di inappagamento e sul calo del desiderio. Potrei impalarvi con una statuetta della fertilità dell’isola di Pasqua senza batter ciglio.

Ora me ne vado a dormire, va. Domani è un altro giorno. Purtroppo. E andasse a quel servizio anche quella cogliona di Rossella O’hara, che tra Red Butler e gli schiavi neri non sapeva a chi dare i resti. Troia pure lei!

Galeotta fu la notification

Una tizia inglese ha scritto “single” sul profilo Facebook a soli 4 giorni dal divorzio; il marito l’ammazza perchè si sente umiliato.

Anche Il Papa si è incazzato per una notification. Di fatti, non andrà in visita in Israele, perchè in un museo a Gerusalemme la foto di Pio XII è taggata con “Quando gli ebrei vennero deportati da Roma ad Auschwitz, non intervenne”.

 

Il papa ha cambiato il suo status in Facebook: “Bei tempi quando ero giovane“.

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