Mandiamoceli

Obama: “Mandato per il cambiamento”

Soru: “Mi dimetto”. Mandato finito.

Luxuria: “Ci manderei la Santanchè sull’Isola”. Mandato in contumacia.

Pd, Veltroni: “In primavera, un Lingotto 2”. Mandatelo a quel paese.

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Concita per le feste

(vignetta di Staino su L’Unità, 23 agosto 2008 )

Per chi non fosse interessato alle sorti del giornalismo italiano, la vignetta qui sopra non dirà nulla. Ma vi prego di avere un secondo di pazienza e la Verità vi sarà svelata. Ricapitoliamo in una timeline rapida ed indolore (ma se proprio di giornalismo ve ne fotte, sarà dolorissisima lo stesso).

  1. L’Unità è il giornale di parito del Partito Democratico (prima dei DS, prima dei PDS, prima del PCI) fondato da Antonio Gramsci;
  2. Da alcuni anni, Padellaro è il suo direttore ed ultimamente, Renato Soru ne è divenuto l’editore;
  3. Nel numero di Luglio 08 di PrimaComunicazione, Conchita De Gregorio, storica firma de La Repubblica, dichiara di aver preso impegni con Soru per diventare il nuovo direttore de L’Unità;
  4. Nell’intervista, la De Gregorio agita gli animi della sua (futura) redazione, dichiarando: “È anche evidente che ‘L‘Unità’ è un giornale che ha una sua tradizione. Ma un giornale si misura sulla sua qualità e non sulla sua appartenenza”.
  5. Ufficializzata la data in cui la De Gregorio prenderà il timone, è lunedì 25 agosto 2008;
  6. Il 23 agosto scorso, viene pubblicata su L’Unità la vignetta di cui sopra, non esattamente un Benvenuto per la De Gregorio;
  7. Il Giornale (quotidiano del fratello del Berlusconi) riprende la vignetta e titola: “L’Unità accoglie la direttora a pesci in faccia”; a peggiorare la situazione, Marco Travaglio, nota firma de L’Unità, dichiara in “forse” la sua permanenza al giornale;
  8. Domenica 24 agosto 2008, viene pubblicato l’articolo di addio di Padellaro.

Questi i fatti ad ora. Ma perchè Padellaro è stato rimosso? La dietrologia non si è risparmiata di prodursi nel solito orgasmo di seghe mentali. “Padellaro è troppo poco Veltroniano”, “La De Gregorio è amica di Veltroni e del PD”, etc, etc. Quanto sia vero e quanto no, lo lasciamo alle Signora Maria del giornalismo – ciò che invece è chiaro è la linea che la De Gregorio vorrà adottare per il giornale. Diverrà un tabloid di facile consultazione, stile La Vanguardia (giornale catalano), di formato più piccolo, con molte inchieste sociali e pochi onori osservati all’appartenenza politica.

Rimarremo sintonizzati per vedere quante di queste promesse verrano rispettate.

Intanto, Buon lavoro, Concita!

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