Spreconi

“Sei troppo sprecato per lavorare qui”.
Questo è il mio mantra, il topos, l’ossessione della mia intera esistenza lavorativa. In ogni posto di lavoro, inevitabilmente, si emette la stessa sentenza nei miei confronti. Mi sono sempre domandato se per genuina sincerità o per voglia di sbarazzarsi di me. Una frase del genere, apparentemente benevola, rivela un sottile strato di acidità; essa, di fatti, implicherebbe un’altra affermazione: io non sono bravo come te e quindi mi merito di restare a marcire qui.

E quanto è plausibile che una persona pensi questo di sé? Ecco perché si profila all’orizzonte la seconda opzione. E’ un po’ come quando si lascia una ragazza e le si dice: “amore, ma guarda, non sei tu, il problema sono io!”. Che è l’equivalente di un’inculata senza lubrificante – in cui sei pure costretto a sorridere. Io amo lavorare sodo, e non importa cosa faccia e con chi lavori, l’importante è che ci sia rispetto e professionalità. Il resto va da sé. Credo che le uniche persone sprecate a lavoro siano quelle che non si fanno mai i cazzi loro. Pardonez moi.

P.s. Esistono persone che davvero pensano che tu sia sprecato per lavorare dove lavorano anche loro. Ma quando le trovi, è meglio convincerle a lasciare il loro lavoro.

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