Non siamo tubi da riparare!

Scusate, saró limitato, ma proprio non capisco.

Perchè la gente comune deve morire sotto le macerie, mentre la Casta festeggia il 2 giugno “in maniera sobria”. Non poteva succedere il contrario? Ma soprattutto, come si fa una parata in maniera sobria? È come fare un’orgia con educazione.

Ma mica finisce qui.

Per finanziare gli aiuti ai terremotati, il Governo ha aumentato le accise sulla benzina. In altre parole, che la disgrazia ricada anche su tutto il resto dei disgraziati che almeno questa l’avevano scampata. La logica d’azione é semplice: lasciamo che i morti di fame si scannino tra loro. E sti gran cazzi.

Speravo in un governo rigoroso, ma anche giusto ed equo. Mi spiace, ma mi devo ricredere. Ci ha salvati da un momento davvero triste della nostra storia, sommersi com’eravamo tra bunga bunga e spread. Ma ora urge un cambio di marcia, anzi serve proprio un’altra macchina.

Come pensav(am)o che un idraulico ci potesse trattare da umani anziché da tubi da riparare?

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Ma portiamo tutti sfiga?

Ma noi italiani portiamo sfiga?

Berlusconi elogia Gheddafi e Mubarak, e quelli vengono fatti fuori. Tremonti teorizza il crac finanziario ed e’ avvenuto in tutto il mondo. Uno studioso italiano prevede un terremoto a Roma per l’11 maggio, ma sbaglia mira ed il terremoto accade in Spagna. Mia nonna mi dice che mi sta bene un pantalone, e dopo poco si straccia.

Non vorrei dire, ma più indizi fanno una prova. Noi siamo conosciuti come il Bel Paese. Sole, mare, spaghetti, mandolino, Colosseo. Ma se pensiamo a tutta la mafia che abbiamo esportato e continuiamo ad esportare, possiamo solo dirci la Signora Fletcher dell’Occidente. Dove mettiamo becco, schiatta qualcuno.

Badate bene: io sono orgoglioso di essere italiano. E tanto più ci deridono per avere una Premier Donna come Silvio, più si rafforza in me un nazionalismo che anni fa non mi apparteneva. Se la ventennale purga berlusconiana fosse servita anche solo a questo, vedo un barlume di speranza per il futuro.

A meno che non mi stia portando sfiga da solo. E allora, meglio grattarsi le palle vigorosamente.

Terremotorola

La prima cosa che ho pensato quando il terremoto mi ha svegliato l’altra sera e’ stata la peperonata della sera prima. “Cazzo non devo più mangiarla alla 10 di sera”. Il secondo pensiero invece è stato:”cazzo, no, ora muoio e mi sono appena comprato il blackberry..manco me lo godo!”. Ed infine, l’ultimo dell’amena serie: “cazzo, ho buttato 400 euro nel cesso!!”.

 

Questo inconsueto flusso di incoscienza sismica la dice lunga sulla mia vita: prima penso alla pancia, poi alla tecnologia e poi ai soldi. E dire che pensavo che i miei valori fossero dio, patria e famiglia!

 

Ps. Cazzate a parte, inviate tutti un sms vuoto al 48580 – donerete un euro per gli sfollati.

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