Dalla Repubblica delle Banane all’Oligarchia del Pero

Lo scrivevo due giorni fa su Twitter: “La Lega finirà in un Belsito: la galera”.

Mai avrei immaginato che a pagare il conto sarebbe stato Boss Umberto. Con le sue dimissioni alla velocità della foce (del Po) ha stabilito un nuovo record – oltre a quelli olimpionici nella disciplina “rutti e dito medio in pubblico”. Onore alle armi: magari altri segretari di partito facessero passi indietro alle prime intercettazioni. Bossi ha dimostrato di avercelo davvero duro: apprezziamo.

Detto ció, fa ridere che il fondatore del Roma Ladrona pensiero, sia finito come Barabba. Affogando nei conti segreti di personaggi mitologici: figli somari-trote, mogli insegnanti-cartomanti, di cerchi magici-fradici, etc etc. Una versione trash-celtica dei nani e delle ballerine socialiste.

Tutti si affrettano a dire che cosi è finita la Seconda Repubblica. Stronzate giornalistiche: non era mai iniziata. Passare da corruzione per finanziare partiti, a quella per finanziare il diploma del trota sancisce solo il passaggio da una Repubblica delle Banane ad un’Oligarchia del Pero.

Pero, dal quale tutti sembrano cadere quando li si sgama con le mani in pasta. Scajola non sapeva della sua casa, Rutelli non sapeva di Lusi, e cosi via. L’insaputismo fa ancor più spavento della responsabilità diretta. Se questi non si accorgono di cosa gli accade attorno, come pretendono di governare il paese (cosa che peraltro mai hanno fatto).

Tutti si meravigliano che Monti abbia un consenso plebiscitario nonostante le stangate. Anche qui il pero regna sovrano. Gl’italiani preferiscono uno che li sta massacrando di tasse a degli inetti incapaci di intendere e di volere. Se mi devo far inculare, almeno vado da un professionista, un tecnico appunto.

Non sono anti-politco, sono anti-politici. Servono riforme radicali dei partiti; ma nessuna legge servirà se non cambieranno le teste. In tutti sensi. Si rinnovino le segreterie, i dirigenti, ma soprattutto le mentalità parassitarie che animano i partiti dell’Oligarchia del Pero. Lo si faccia subito, perché un popolo che odia i partiti inizia a farsi giustizia da solo.

E allora, sono cazzi amari per tutti.

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Italiani veri e Italiani strillati

Vorrei che Bossi prendesse la metro con me ogni mattina alle 6. Vorrei che poi salisse in carrozza dello sporchissimo treno Roma-Nettuno che mi porta a Pomezia. Gl’italiani saranno l’1% dei passeggeri, gli stranieri la stragrande maggioranza.

Hanno tutti il loro zainetto con merenda e ricambi, sono allegri, alcuni cantano, altri dormono, altri ancora mangiano il cus cus. Ti viene il sorriso, perche’ vedi tante razze e tante storie, tutte unite dal lavoro, dalla fatica, dalla dignita’.

Vorrei che Bossi portasse con se’ suo figlio Renzo, che ha candidamente ammesso di percepire 10mila euro al mese. Vorrei chieder loro: secondo voi, se questi signori immigrati non andassero a lavoro, ci sarebbe qualche italiano disposto a svegliarsi alle 5 al posto loro? Dubito fortemente.

L’Istat sostiene che quasi il 10% del PIL dipende dagl’immigrati. Ma il paese presenta una % di lavoro nero tra le più alte in Occidente. Per cui, possiamo spingerci ad un buon 15%. Considerando che gl’immigrati sono il 7% della popolazione (ma quelli in eta’ lavorativa saranno un 5%), sono tra le fasce più produttive del paese.

E allora mi chiedo. Chi merita di più la cittadinanza italiana? Chi si sveglia alle 11 per guadagnare decine di migliaia di euro solo per stramazzare in comizio e ruttare ad ogni buona occasione, oppure chi si fa il mazzo ogni sacrosanta mattina per mandare avanti il paese?

La risposta e’ tristemente scontata. Come le opinioni di certi politici, che sembrano averle acquistate in offerta alla fiera delle ovvieta’.

Buona settimana a tutti. Italiani veri, e italiani strillati.

Non è un paese per vecchi. Ma de rincoglioniti si!

Il Padre della Trota che da del Porco alla Lupa e’ da barzelletta, eppure e’ successo oggi. Ed a coronare il tutto, si e’ palesato pure Pierino-Alemanno: “Vado da Berlusconi”. Bravo, vai da papi, che tanto ti manda a puttane. Letteralmente. Il casus belli e’ l’ipotesi di spostare a Roma il GP di formula 1. Apriti cielo, fiato alle trombe e ad altri orifizi. Bossi ha rantolato il suo urlo di battaglia ai fedelissimi. Applausi, rutti e peti per rendere onore al politico più caseario di sempre.

La Formula 1 non si tocca. Le quote latte non si toccano. L’Unicredit non si tocca. Il federalismo non si tocca. Questo governo e’ uno spot Breil: toccatemi tutto, ma non il mio Umberto. Ma cosi facendo, B perde consensi a chilate: il PDL è sotto il 30%, incalzato da un Fini all’8% – nonostante l’impegno profuso da Vittorio “SpalaMerda” Feltri. Non il clima ideale per il discorso alla Camera sui famosi “cinque punti”, che a questo punto rischiano di diventare mille puntine nel culo del premier.

Nessuna novita’ dal fronte opposizione. Bersani e Veltroni hanno fatto la pace dopo mille letterine isteriche sui giornali. Ed intanto, il terzo gode: Vendola e’ ai massimi di popolarita’, subito dopo Marx e Sabrina Salerno. Feltri non ci sta: pubblicherà un video inedito del giovane Nichi, che canta l’internazionale comunista vestito da Sabrina in Boys Boys Boys. Ed a completare il quadro, Beppe Grillo che manda a fare in culo a raffica dalla sua Woodstock versione Polly Pocket. Nessuno se n’e’ accorto che era un comizio, manco lui. Tanto che, confuso, pare chiedesse 40 euro a testa per assistere allo spettacolo.

Sempre meglio, miei cari trafficanti. E questo e’ solo l’inizio settimana!

Buona vita a tutti!

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