Il diario del Gay Village – episodio #1 – SCEMENZA ETILICA

Premessa: questo post è provvisorio e subirà modifiche man mano che La Velina mi darà dettagli sulla serata. Ieri ero troppo ubbriaco per poter ricordare tutto.

Appuntamento in metro alle 22.45 (si, noi andiamo in metro come i 16enni!), ovviamente ci perdiamo. La Velina afferma di avermi lasciato disposizioni chiare “ci vediamo alla banchina della metro” – io avevo capito fuori la metro. Dopo 30minuti di attesa, le mando un msg “I’m officially bored, get your ass here now!”. Mi richiama dopo poco dicendomi che era ad un’altra stazione e che mi aspettava lì perchè non mi aveva trovato alla banchina stabilita. E io inizio con i miei loop mentali: ma è scema? ma perchè ha detto la banchina? ma ci dovevamo vedere fuori? è scema fottuta, è scema come tutte le donne.

Una volta che la vedo, tutti i miei dubbi sulla sua scemenza da bionda svedese non erano passati, però sono rimasto incantato dalla visione di cotanta abbronzata bellezza siciliana. Era stupenda, con la sua tutina di cotone, le scarpe tacco 12cm aperte ed ho subito pensato: se stasera non cade dai trampoli, lei è il mio mito. In realtà, speravo cadesse, così mi facevo quattro risate. Però non è successo mai, she’s a high heel queen, mica una dilettante! In metro tutti la guardano, perchè siamo ancora nel regno degli Etero. La situazione si ribalta non appena scendiamo e c’incamminiamo verso il GAY VILLAGE: tutti i maschi iniziano a guardare ME. And the party was getting started! Non per lei, che chiaramente afferma con tono sprezzante: “E tutti i maschi guardano te, che palle, RATZIIIIINGER dove sei?!?!”.

Fuori il Village inauguriamo la serata con una bellissima birra, fresca rigenerante – il primo di una lunghissima serie di drink. E nonostante siamo superglamourous, ci sediamo praticamente a terra come due fottuti punkabestia che votano DILIBERTO. Orrore: ma noi siamo così, un pò eclettici. E parliamo del più e del meno – in verità, non ricordo precisamente di cosa parlassimo, ma sicuramente di sesso e sesso. E così ci addentriamo alla fila: sembriamo fidanzati e così dobbiamo allontanarci per poter entrare. Gli etero non li passano il varco: io faccio la faccia più gay possibile per superare il test del buttafuori: è terribile, ogni volta mi dice che non sono abbastanza gay! Così guardo schifato la Velina, pensando a quando c’ha le mestruazioni..e funziona!!! Questa volta mi fa entrare senza problemi, o domande.

Una volta dentro, ci diamo al bar con il secondo drink: ed io già parto, perchè non avevo mangiato prima di uscire. Andiamo a ballare la commerciale, e subito capiamo che la musica è tornata ad essere quelle che amiamo: TRASH, STUPIDA, IDIOTA, da AMERICANA IDIOTA E BIONDA CHE NON CAPISCE UN CAZZO. Noi siamo così, tronisti mancati. Ed iniziamo lo show solito. Prima balliamo come due infoiati (lei mi poggia il deretano sul cazzo credo un migliaio di volte, fino a che scopre il mio punto debole: i capezzoli..e così mi infoio a panico pure io!), e poi regaliamo anni ed anni di seghe a due vecchi froci con una doppia simulazione d’orgasmo con salto in alto.

Dopo di che, si avvicina un tipo ed inizia a provarci con me, facendosi prima amico della Velina: ottima mossa. Lei è come mia mamma, conquisti lei e conquisti anche me. Dopo poco mi dice il nome ed io vado in visibilio: GERMANO – come LADY GAGA..che si chiama GERMANOTTA! Poi lui scansa la VELINA e dice: Che devi fare con la femmina, ci sono io! E obiettivamente lui poteva tranquillamente sostituire una donna: aveva le tette del grasso ed aveva la voce di Mariah Carey. Decido di glissare e continuare a ballare con la mia bella siciliana porca.

Ok, a questo punto ricordo in maniera tutta fumosa: che ho voluto comprare DIECI EURO di CARAMELLE, lasciando la carta di credito sul bancone (e la Velina l’ha raccolta), che ho re-incontrato un’amica dell’università che è sempre bellissima (che figura di merda, tanti anni senza vedermi e mi ha visto ‘mbriaco e scemo), che abbiamo incontrato un’amica di Velina che era romana ma sembrava cinese (così quando l’abbiamo persa di vista io urlavo: DOV’E’ CHUN-LI? DOV’E’ CHUN-LI? ..senza considerare che prima le avevo detto che la madre sicuro si era fatta il giardiniere koreano)..e al ritorno a casa sul taxi, ero al punto di vomitarmi addosso.

Quando stamane mi sono alzato, ero steso nell’ingresso, non avevo ancora chiuso la porta (che bloccavo con un piede) e avevo la sbava dovunque. Una scena davvero pietosa. Mi ha svegliato la mia coinquilina, che rideva sadica, la troia. Sono tornato in camera, ed ho iniziato una domenica di vomito&co dalla quale mi sono ripreso solo perchè ho chiamato a raccolta uno scopattolo che mi ha rimesso in vita. (Mentre io vomitavo, ovviamente la Velina ha retto tranquillamente tutti i drink, e sorseggiava un martini in piscina!!!) Questo è quanto: aggiornamenti saranno disponibili nei prossimi giorni.

Ed anche il Gay Village è stato sverginato da Velina&Mazi!

Diario del Muccassassina – Episodio #3 – La Revuelta de los Porteros

La serata inizia bene: appuntamento con Volu Ekumenika alle 23.15. ESSA mi scrive alle 23: “Appena sveglio, ci metto 20minuti”. Già immagino: ESSA che si sbatte nel bagno tipo bagascella rumena devastata da una giornata di lavoro. Tutto per accontentare il suo PAPPONE: IO. Appena ci vediamo, ha una voce da trans brasiliana: VEEEEEERY sensual. Una volta in macchina (destinazione: prima bar e poi la mansione della Velina), mettiamo a palla gli ABBA e “LAY ALL YOUR LOVE ON ME” diventa “CHIAVAMI” nella nostra traduzione trashonal-popolare. Ed è subito furore a tutti i semafori: la nostra coreografia attrae l’attenzione di TUTTI i conducenti fermi nell’arco di 20km. Siamo avanti, avanti.

Al bar “CAPPUCCINO NOTTE” continua lo show, perchè io non mi trattengo e gli racconto le mie recenti avventure sessual-sentimentali in termini molto sessual e poco sentimentali. Il barista MANZOBOVE ormai non fa un piega: ci conosce, e si meraviglierebbe se parlassimo di geopolitica internazionale (cosa che peraltro facciamo, ma solo in privato…in pubblico, amiamo fare scalpore…it’s funnier!). Dopo il rito del caffè, ci dirigiamo verso la mansione velinesca, ma non prima di inviarle un sms per avvertirla: “Siamo ad Arco di Travestita, get ready!” (ndr. Arco di Travertino è una fermata della metro).

La Velina è puntualissima: stupenda, cosce da fuori, pantaloncino arancione stile “Non è la Rai, ma sicuro è la Salaria”, giacchetta safari. L’accogliamo con “DANCING QUEEN” – lei non è più “seventeen” da secoli, ma la si può tranquillamente scambiare per una minorenne thailandese in cerca di turismo sessuale (dove però lei è la cliente, mica la prostituta!!!). Ed in macchina continuiamo con gli ABBA: ogni canzone ci gasiamo a panico, tanto che ci dimentichiamo l’evento luttuoso che di lì a poco sarebbe accaduto. Ieri infatti ERA L’ULTIMA SERATA DEL MUCCASSASSINA. Dovevamo celebrare anche la promozione della Velina: ma gli ABBA ci hanno sopraffatto con la loro carica trash e frocia.

Arrivati al Mucca saltiamo la fila KILOMETRICA, perchè noi siamo V.I.P. (fuck yeah!) ed iniziamo lo show.

Ieri è stata la serata di alcuni eventi particolari.

1. I buttafuori – solitamente silenziosi e low-profile – erano decisamente fuori di giri. Uno mi fa: “ABBASSA LA VOCE e non URLARE”. E certo, bello: io vengo in discoteca e mi comporto come una monaca di clausura. Gli obbedisco urlando ancora più forte “ARRIBAAAAAAAAA”. Fanculo a te e alla tua vita da demente poraSCIO di TorbellaMonaca.

2. La Velina era particolarmente conturbante ed io non riuscivo a staccarmi dal suo procace culo da femmina siciliana. Questo, unito al fatto che le avessi detto che recentemente avevo pensato a lei mentre chiavavo con altra gente, l’ha portata a sfogarsi furiosamente: “Continua così e ti sbatto al muro un giorno di questi”. La paura mi attanaglia: tra i due, LEI E’ L’UOMO. Peraltro, con piglio mussoliniano!

3. Volu era particolarmente sensuale: un bel giovinotto gli passa vicino e sfiora tutta la schiena con fare laido e lascivo. Lui da bravo divo non lo degna di uno sguardo, però dopo mi confessa: “MI SONO ECCITATO TUTTO…queste situazioni mi fanno arrapare”. Ma quali situazioni?!?!?!?! Minchia, ma se qualcuno mi sfiora la schiena, io mi giro e infilo subito la lingua!!!!! Minchia, Volu, devi essere più proattiva!

4. Finalmente ci facciamo la foto con la nostra drag preferita: TIFFANY. Scopriamo che è napoletana (come me!!!), e che ha un marito che è la versione in miniatura di un siciliano degli anni ’30, ma con accento romano. Un mix davvero disorientante. Lei mi stringe e mi dice: “AH FAI LA PARRUCCHIERA!”. Ha decretato così, ed non c’è verso di farle capire che lavoro in azienda. Così alla fine mi arrendo e mi fa: “IO PURE VOLEVO FARE LA PARRUCCHIERA..ma HO FATTO FORTUNA COME SHOWGIRL”. Ed io: “Si, ma hai fatto bene, è un lavoro molto faticos0!”. Apprendiamo pure che i costumi se LI CUCE DA SOLA! Magnifica, luminosa, brillante, stupenda! L’amo!

La serata volge al termine relativamente presto (verso le 3.30), però siamo abbastanza sfranti da farci l’ultimo giro di ABBA in auto. Siamo sempre magnifici, rien a dire!

Mucca, ci vediamo prossimo 13 giugno per party post-gay pride…e poi a SETTEMBRE. Ci mancherai come l’aria; noi non siamo NESSUNO senza di te. Ma sappiamo che tornerai: nel frattempo, fingeremo di essere persone come le altre.

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