Berlusconi è un tumore

Berlusconi ieri ha avuto uno delle sue solite vampate da menopausa. Una conferenza stampa delirante, resa particolarmente interessante da un giornalista de El Pais che gli ha chiesto se non pensasse che il barigate non avesse incrinato l’immagine dell’Italia all’estero.

Apriti cielo: UNA DOMANDA VERA, ma come cazzo si e’ permesso ‘sto spagnolo? Non ci bastava La Repubblica e alcune centinaia di giornali mondiali a rompere: ora ci si mette pure El Pais. Il povero Zapatero, al fianco del nostro Premier-donna, non sapeva che dire, si vedeva imbalsamato, rigido.

Frattini parla di una “rete internazionale” contro il suo datore di lavoro e quindi, contro l’Italia. Alcuni questa rete la chiamerebbero DEMOCRAZIA, ed ha ragione Frattini: le democrazie di tutto il mondo vanno contro l’americalatinizzazione a cui sta andando incontro il nostro paese. Stanno cercando di debellare il tumore con il vaccino più potente: la liberta’ di stampa.

Ma come ogni tumore, Berlusconi e’ furbo, e’ difficile da colpire, e non esiste cura indolore per il resto del corpo. L’Italia dovra’ soffrire, e la chemioterapia sara’ lunga. Ma ce la faremo se avremo anche un po’ di culo*. Quello del Veline stavolta non bastera’. Potremmo chiedere aiuto alla Levi’s, che ha annunciato la guerra al “difetto” dei suoi jeans per donna, creando un database di 60 mila culi da tutto il mondo. Obiettivo: creare il jeans femminile perfetto. I Berluscones sono avvertiti: se non basta il nostro, lo compreremo dall’estero il culo che ci serve per cacciarli!

Videocracy, Basta Apparire – la recensione

videocracy
Impressionante. Deprimente. Angosciante.

Il docu-film di Erik Gandini ha tutte le caratteristiche di un film alla Michael Moore, ma dai toni decisamente più europei. La voce narrante ci accompagna alla scoperta della Repubblica Videocratica d’Italia con una lucidita’ spiazzante. Vengono intervistati i personaggi che di Berlusconi sono pura emanazione: da Lele Mora a Fabrizio Corona.

Esistono due traits d’union a questo dipanarsi di eventi: la storia di Riccardo, un ragazzo del nord est che vuole sfondare nel mondo della TV, e il simbolismo satanico/pidduista; il secondo e’ molto più celato del primo, ma ad un occhio attento non sfuggiranno continui riferimenti all’argomento (la sequenza iniziale ne e’ la riprova più evidente).

Quello che maggiormente sconvolge sono le parole dei “berluscones”, le loro dichiarazioni candidamente malvagie e i loro atteggiamenti genuinamente psicotici. Tra le scene più inquietanti, cito quella in cui Lele Mora mostra orgogliosamente a Gandini la sua passione per il Duce (“Berlusconi e’ una brava persona, anche se non e’ come Benito”…anche se!), facendogli ascoltare gli inni fascisti che ha memorizzato nel cellulare.

La chiave del film e’ racchiusa nelle parole del regista del Grande Fratello. Nella TV commerciale, Berlusconi ha sempre riflesso la sua “poetica” del mondo, ovvero, luci, ricchezza, donne procaci, musica. Cio’ che emerge e’ un’Italia totalmente assoggettata al modello di vita del Presidente: noi viviamo la SUA Italia, nel SUO studio televisivo, e siamo solo SUE comparse, che sperano un giorno di passare alla ribalta.

Basta apparire, quindi. Ma il sottotitolo del film nasconde anche la soluzione? Saggio gioco di parole.

Un film che andrebbe mostrato nelle scuole e nei luoghi pubblici. Dovrebbe creare un risveglio di coscienza popolare. Si esce incazzati, delusi e disillusi, perchè appena fuori al cinema, guardi i palazzi attorno e dalle finestre di tutte le case esce la spettrale luce del televisore. E capisci che fino a quando ne rimarremo ipnotizzati, il Berlusconismo non avrà fine.

E’  triste pensare che all’estero ci vedranno per quello che siamo veramente: tutte Veline mancate.

Velinocrazia

In ogni settore esistono le gerarchie, i posti più desiderati. Nella polizia, sono quelli di ufficio; nei supermercati al banco carne o frutta; nelle scuole, i presidi, etc etc. E cosi’ stamattina mi chiedevo come funzionasse nel comparto Veline&co. Ho sempre pensato che la Velina con la figa maiuscola, per elezione naturale, fosse quella di Striscia la notizia. Ma da un po’ di tempo credo che la gerarchia sia decisamente cambiata.

1mo posto: Parlamentare europea

Non fai un cazzo, non devi andare a lavoro, non devi dar conto a nessuno, vivi a un’ora di treno da Londra, hai tutte le spese dall’estetista pagate e le tasse sono un ricordo passato. Un paradiso.

2ndo posto: Parlamentare italiana

Guadagni decisamente di più della tua collega europea, ma vuoi mettere la rottura di balle di dover fare davvero cose per il tuo paese? E i cittadini che si lamentano della Casta? E della stampa vogliamo parlarne? Sempre a fare domande, domande. Ma non hanno un cazzo di meglio da fare?

3rzo posto: Ministro

Sempre peggio, perche’ molto più esposta a tutti i punti della parlamentare semplice. Inoltre, ulteriore aggravante: devi addirittura cambiare taglio di capelli e usare accessori da secchiona (tipo, OCCHIALI DA VISTA!!!)!

4rto posto: Meteorina

Devi alzare le braccia, sapere leggere ed avere coordinazione tra occhio e muscoli. Sono la prima categoria di Veline operaie, impegnate tra le prime fila della catena di montaggio dell’industria del culo in streaming perpetuo. Requisito indispensabile e’ il placet di sua minorita’ Emilio Fede.

5nto posto: Letteronza/Schedina

Devi mimare una coreografia, farti vessare dalla Ventura e dalla Gialappa’s band. Sei sottoposta a turni di lavoro massacranti (circa 5 ore settimanali) con uno stipendio da fame, pari a SOLO 10 volte un operaio italiano. Manco fossi in Bangladesh!

6sto e ultimo posto: la Velina di Striscia.

Le vessazioni sono infinite: estenuanti sessioni dall’estetista, a colazione ingenti quantita’ di botulino e Novella 2000, secondi e secondi di prove in studio, interviste a Signorini in cui formulare intere frasi con proposizioni SUBORDINATE (!!!!), “ospitate” dalla D’Urso dove sfiorare la paresi facciale, e poi le orrende maratone sessuali con manzi sportivi e aitanti. E i vestiti prestati dagli stilisti? Che sofferenza dover rimanere sempre una donna strizzata nelle misure di una 12enne anoressica. E poi i fan che ti regalano anche le case diseredando la moglie, vecchi che sporcano il tuo calendario con l’adesivo per la dentiera? Orrore, orrore.

Personalmente, non le invidio. Preferisco lavorare 11 ore in azienda, davanti ad un pc, con lo stress sempre a fior di pelle, con la spada di damocle del fatturato ogni giorno, prendendo treni e metro affollate allo stracolmo, per recepire un ventesimo della paga della Velina. Ma vuoi mettere? Non ci sono paragoni! Oppure pensate a che fortuna quegli operai in cassa integrazione, costretti a protestare su colossei, fabbriche…loro addirittura prendono soldi senza dover imparare manco uno stacchetto!

Che culo non essere Veline.

Multi-cinico

L’Italia non sara’ mai multietnica“.

Mi viene in mente il padre di una puttana che sostiene fermamente la verginita’ della figlia davanti una folla di curiosi. Un Don Chiosciotte che fa quasi pena e tenerezza, se non fosse proprio Mr B.

Mio caro Presidente (del Milan, di Mediaset, di Mondadori…dica la verita’, lo e’ diventato anche del Consiglio perche’ la M l’aveva stufata!), l’Italia e’ gia’ multi-etnica da almeno una decade; cosi mentre voi parlate di ronde, io incontro sul treno un bimbo bolognese che ripete alla mamma di voler imparare il rumeno, perche’ il suo amichetto e’ di quel paese. Oppure, vedo a Termini una coppia mista (indio-italiana) che si bacia teneramente e penso alla bellezza e rarita’ di una loro eventuale prole; vedo il mio barista thailandese che mi fa iniziare la giornata con il sorriso, il mio pizzaiolo egiziano che non mi fa mancare la pizza napoletana qui a Roma tanto la fa buona, parlo con delle prostitute keniote di economia e religione…

Ecco, signor Presidente, Lei non cammina tra la gente, non prende la metro alle 6 di mattina e non puo’ capire. Non sono incazzato, ma mi fa solo pena, perche’ si sta perdendo l’unica cosa che sta smuovendo questa Italietta della domenica pomeriggio, indolente, insofferente e indifferente.

Gl’immigrati fanno sempre più imprese, danno lavoro a persone, si integrano (e non disintegrano, come Lei e la Lega vorreste), e soprattutto, sorridono alle vostre sortite da galletti nel pollaio vuoto.

Presidente, che salga o meno il suo consenso, una cosa mi e’ chiara: Lei conduce una vita tristissima, da vecchietto inacidito dalla vita, chiuso nella sua torre d’avorio catodico, spara a zero su tutto e tutti. Non sara’ mai multi-etnica? Semmai, non e’ e non sara’ mai una sua proiezione mentale da piccolo borghese represso.

Ma sara’ che a furia di farsi le seghine sulle Veline, mi e’ diventato pure cieco? Guadagni energie per andare un po’ a vedere il mondo!

Rassegna(ta) stampa – 5 dic 08

La Gelmini ha aperto un suo canale su Youtube: “Non mi arrendo allo status quo”.

Applicata la porn tax per la visione dei suoi contenuti.

La Clinton si taglia lo stipendio per diventare segretario di stato

Da noi, Borghezio prende l’indennità per sparare cazzate in TV.

Alitalia, -33% passeggeri ad Ottobre.

CAI, CAI, CAI!

La rivista Playboy apre in Italia.

D’ora in poi, sapremo dove pescare rumene per fare le Veline.

Le “gemelline” dell’Isola dei Famosi in visita a Palazzo Grazioli.

Il Premier si fa in due per la crisi.

Velinairlines

Dopo annunci clamorosi sul miracolo berlusconiano di Alitalia, la cordata alla vaccinara si è ritirata. Alitalia è sul fallimento, la CAI (la nuova Alitalia) è morta prima di nascere. D’altronde, Nomen omen: una compagnia neonata NON PUO’ chiamarsi come il guaire di un cane azzoppato. “Colpa dei sindacati” – accusa Mr B; “Colpa di Berlusconi” – accusa la CGIL; “Colpa di mia nonna” – aggiungo io tanto per il gusto di sparare cazzate. E così, l’ombra del malefico investitore straniero ritorna come unica soluzione possibile. Ma per fortuna, l’italianità è ancora difesa con orgoglio da un altro baluardo della nostra società: LE VELINE. Ieri sono state elette le nuove, e sono ENTRAMBE ITALIANE – per una volta, non abbiamo rubato braccia al mercato delle badanti est-europee. E la cordata alla vaccinara ha già trasferito i fondi dall’Alitalia alle sedute di chirurgia estetica delle neo-Veline.

Vive l’Italie!

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