DePrivacy?

Non credo nella privacy. Non la ritengo un valore da difendere, ma una pretesa da debellare. Chi nasconde, pecca de facto. La mia vita e’ totalmente pubblica a tutti, perche’ amo condividerla con la societa’. Ne sono orgoglioso, e non vedo alcun motivo per cui celarla. La stessa politica andrebbe applicata agli Stati: tutto dovrebbe essere accessibile e pubblico. Anzi, nel pubblico e’ un dovere morale, più che nel privato, perche’ dipende da tutti noi. Per cui, da tutti noi deve essere giudicabile e osservabile.

Se tutto questo e’ vero, perche’ il mondo si sta accanendo contro Assange e Wikileaks? Perche’ fa paura. Tutti i potenti della Terra si riempiono la bocca con la parola “Accountability”, ma Assange sta ampiamente dimostrando la vacuita’ di tali dichiarazioni. Quindi, va eliminato subito. Si accampano ragioni di sicurezza nazionale, ma si accusa il medico di essere causa della malattia che ha appena scoperto. Se gli Stati hanno cose da nascondere, non e’ colpa di Assange, ma degli Stati che hanno cose da nascondere!

La storia finira’ come e’ facilmente prevedibile. Assange in galera, e Wikileaks continuera’ a sfornare segreti su banche e nazioni. L’informazione e’ cambiata per sempre: i potenti se ne facciano una ragione. Nessuno più e’ intoccabile. E questo rende il mondo un posto migliore.

WikiPiscio

“Wikileaks” deriva da Wiki, la tecnologia 2.0 per costruire informazione condivisa, e Leaks, soffiate. Il caso vuole che Leak significhi anche “pisciata” – e come altro chiamare i giudizi emersi sul nostro Premier? Una bella pisciata in faccia al nostro Paese.

Ora si puo’ gridare allo scandalo, al complotto, alla trama oligarchica internazionale, ma rimane l’offesa inferta al governo, che nel bene e nel male rimane il NOSTRO governo. Urgerebbe una difesa d’ufficio, ma Berlusconi fa sapere di averci riso sopra, e Frattini si piega: “Nulla scalfira’ i rapporti con gli USA”.

Ripetiamo: un paese straniero ci offende, ed il nostro ministro degli esteri ci tiene a precisare, quasi fosse lui in colpa, che nulla cambiera’? Come se la tua donna ti tradisse con il salumiere, e tu ti piombassi trafelato in salumeria a dirgli che continuerete a comprare le salsicce da lui.

Berlusconi e’ quello che e’, manco vogliamo fare difese d’ufficio senza speranza. Ma la destra non era nazionalista? Berlusconi non ha sempre attaccato chiunque di essere anti-italiano? A me sembra che le palle le caccino solo con i giornali locali.

A Napoli, li chiamano “galli ncopp a munnezz”. Mai metafora e’ stata più azzeccata.

Spy story alla matriciana

Il Consiglio dei ministri ha rilasciato una nota ufficiale su un presunto complotto internazionale per minare l’immagine dell’Italia. Wikileaks, Pompei, i rifiuti, le indagini su Finmeccanica: sarebbero tutte pallottole nella pistola dello stesso “killer”. Ma se pure fosse vero, sarebbe un caso di omicidio volontario: è la stessa vittima ad aver fornito l’arma al suo assassino.

Cari trafficanti, ormai dobbiamo dare per assodato che a) Frattini assume farmaci psicotropici; b) Berlusconi, campando di soap opera, cerca di trasformarne in una anche il nostro Paese; c) Questa classe politica è arrivata alla frutta. Avariata. E nonostante ciò, mi ci trovo d’accordo.

Esiste davvero un complotto contro l’Italia, ma non è internazionale: si chiama Berlusconi, e l’obiettivo lo sta raggiugendo egreggiamente. Perchè ormai l’unica immagine che abbiamo all’estero è di natura organica. Altamente fertilizzante.

Cantieri estivi (abusivi)

Il governo e’ alla prova decisiva: la mozione di sfiducia a Caliendo potrebbe svelare l’inseparabile distanza tra PDL e FLI, ovvero tra Berlusca e Fini. Il nodo centrale e’ quello della legalita’: finora, il PDL la vedeva come come “fedelta’ alla LEGA” e non nel suo senso letterale.

Certo, B non e’ uno sprovveduto: ha gia’ iniziato la campagna acquisti tra i gruppi misti. Per recupare la maggioranza alla Camera necessita di ben 8 voti. Per ottenerli, e’ ricorso all’infallibile strategia della tripla M: Mignotte, Milioni e Ministeri. Difficile non cadere nella rete del ragno per i nostri onestissimi politici.

Dall’altro lato della barricata (o baraccone) di destra, i finiani cercano alleanze con l’UDC e l’API di Rutelli; insieme, il nuovo centro farebbe un totale di ben 80 deputati. “Niente più sara’ gratis”, ha dichiarato Fini. Come se per B fosse un dispiacere: lui se non paga, non si diverte mica.

Ed infine, le sinistre (aggettivo). C’e chi invoca il governo di transizione, come il PD – che sta dialogando con la Lega – e Grillo – che ora è sceso in campo contro il PD e per rubare voti a IDV. E c’è chi vuole le elezioni subito, come IDV e Vendola, anche se tra di loro non si possono vedere. 2 soluzioni, quattro divisioni, circa venti programmi. Per capirli, serve sempre la calcolatrice.

Insomma, B flirta con i gruppi misti, Fini con UDC e Rutelli, il PD con la Lega. E mentre questi fanno l’orgetta, l’Italia va a puttane…ma ‘sti cazzi, no? Ce la siamo cercata.

Da un documento segreto, escono fuori i veri significati delle sigle dei partiti. PD, Partito Defunti; PDL, Parecchi Delinquenti Latitanti; IDV, In Dipietro Veritas; UDC, Uh Dio, Casini!; LEGA, Ladri e Guardiani Assieme; ed ora anche FLI, Fini Loves Italo. Nomen omen.

Dove credevamo di andare con questi presupposti? Il massimo era finire con le chiappe nella merda o nella migliore delle ipotesi, a Mondragone.

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