Berlusconi, il Rosso

Berlusconi ha rinunciato al processo breve, ma nella penombra sta lavorando al processo lungo. Breve, lungo, che importa? La giustizia è come il cazzo: le dimensioni non contano.

Ma perchè ha rinunciato? Semplice: nel PDL c’è una guerra fredda, dove nessuno vuole buttare la bomba atomica per scatenare la crisi di governo. I finiani continuano a ripetere pedissequamente di essere nella maggioranza e di votare la fiducia a Berlusconi sui punti del programma. Peccato che il processo breve non fosse compreso tra questi. Inoltre, Fini non è mica fesso: non formerà mai un nuovo partito, perchè  si addosserebbe tutte le colpe della crisi. E così, Berlusconi non può andare da Napolitano a chiedere lo scioglimento delle Camere. Cosa che peraltro lui stesso teme, perchè il Presidente potrebbe trovare un’altra maggioranza.

Con l’annullamento del processo breve, però, la palla ripassa ai finiani. Vedremo come si muoveranno in Parlamento.

Resta il fatto che il povero B è incazzato come un leone in gabbia. Vorrebbe andare al voto per liberarsi dei suoi nemici interni, ma non può farlo. Gli rimangono davanti due anni e mezzo di legislatura a slalom. Dovrà contrattare con i finiani su ogni singolo provvedimento.

L’autocratico capo d’azienda che si ritrova a dirigere una Coop. Non poteva fare fine peggiore.

E questa è già una grande soddisfazione, se permettete.

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Prolasso Breve

Ieri e’ stato approvato al Senato il ddl sul processo breve, 20ma legge ad personam dell’era Berlusconiana. Non credo che al mondo esista popolo più istruito degl’italiani sui tecnicismi legali ma più ignorante su ogni altra materia. A peggiorare la situazione, c’e’ la simpatica proposta del Pdl di ridurre l’obbligo scolastico a 15 anni se il 16mo lo si passa a fare un apprendistato in un’azienda. Siccome l’Italia ha un tasso di dispersione scolastica tra i più elevati dell’OCSE, si pensa bene di eliminare l’istruzione stessa. Semplice: l’istruzione breve.

Se ci pensate i due ddl seguono la stessa ratio: se non puoi risolvere il problema, fallo sparire il prima possibile anziche’ risolverlo. Insabbia, e non perdere tempo a trovare soluzioni. CHE SARAI MICA COMUNISTA-DISFATTISTA-ANTI-ITALIANO?

Deve applicare la stessa filosofia il superministro Brunetta, che ha deciso di candidarsi come sindaco di Venezia, promettendo di mantenere il doppio incarico. Cioè: dopo aver visto che la riforma della PA non funziona, ha deciso di optare per il “ministero breve”. Con questo fantastico ed innovativo strumento legislativo, un ministro che non riesce ad ottenere risultati nei primi 12 mesi d’incarico, può far decadere tutte le sue responsabilità ed è libero di prenderne altre. Non solo: se il ministro viene costantemente ostacolato nella sua opera dalle suddette categorie (comunisti, disfattisti…), può avvalersi anche di legittimo impedimento.

Miei cari, in fatto di brevità, ci manca solo il prolasso breve del Paese. E non ci sarà tonico anale che tenga quando avverrà.

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