Comu-anali 2013

Riepologo dei risultati del primo turno delle comunali. Vince l’astensione. PD in vantaggio dappertutto. PDL segue a ruota. Movimento 5 Stelle disintegrato. Poche, ma chiare lezioni.

1) Il PD vince quando vanno solo quelli del PD a votare. Sostanzialmente, sono state delle primarie data l’affluenza bassissima; 2) Il M5S lo si vota solo alle nazionali, perché poi alle comunali ci si caga sotto di mettere degli incompetenti (il che rivela molto di quanto pensiamo siano utili i Parlamenti);

3) Il PDL tutta questa rimonta non ce l’ha avuta, ma neanche un crollo (come uno penserebbe dato il suo leader accusato di frode fiscale); 4) I sondaggi ormai sono accurati quanto una rondine che fa la primavera; 5) Alemanno si fa di crack (si può mai dire che i romani non sono andati a votare per via del derby?)

Con queste elezioni, la situazione è esattamente uguale a quella di febbraio. Non si capisce proprio un cazzo. Anzi, quello si capisce, ed è diretto verso il nostro deretano.

Senzapalle vs palle di neve

Per dio, ma le palle i politici dove le hanno messe? Assistere all’indecente spettacolo di un sindaco di Roma che scarica il barile sulla Protezione Civile (dopo averlo fatto anche pochi mesi fa per l’alluvione) mi fa vomitare. Mi ero giá abituato allo stile montiano di palle cubiche con ruote motrici, dimenticando che i politici italiani sono sempre lì a scaldare la seggiolina con il loro culone da 15mila euro al mese.

Non critico Alemanno per la totale inadeguatezza del suo fantomatico piano neve, ma per le reazioni isteriche che ha avuto da quando ha capito che era miseramente fallito (per non dire, mai partito). Ad un sindaco si chiede una sola cosa: metterci la faccia, e quindi, perderla qualche volta – se necessario. Il nostro sindaco è bravissimo solo nella prima parte del compito, nella seconda langue in misura proporzionale alle dimensioni della sua saca scrotale.

Eppure, da un ex fascista che picchiava gli omosessuali in fronde naziste mi aspettavo quantomeno un pó di decisionismo. Oppure i testicoli li deve chiedere in outsourcing come fa per metà dei servizi comunali? Ma Roma Capitale non garantisce fondi di cui nessuna cittá gode in Italia? Dove finiscono questi soldi? Dateli a Gianni, per cortesia: deve andare in terapia per recuperare un pó di dignità.

Roma, capitale della terza forza economica in area euro, si blocca totalmente per tre giorni. E lui rimane ancora in carica? Per stanotte si prevede un’altra nevicata: nessuno sparge sale per le strade. Tutto come se niente fosse. Il sindaco non fa altro che emanare ordinanze comunali del piffero: chiuse le scuole, ma gli insegnanti vadano a scuola. Obbligo di portare le catene, ma a bordo (non montate!). Ovviamente, nessuno rispetta niente.

Questo succede quando metti un senzapalle di fronte alle palle di neve. Le subisce, e torna a casa da mamma a piangere. Che ci fa ancora lì al Campidoglio?

Trony, siamo tutti gran coglioni

Ieri Roma bloccata per l’apertura di un Trony, che offriva prezzi scontati su tutti i prodotti. 2 milioni di fatturato in un solo giorno. Gente che aveva dormito lì pur di accaparrarsi l’ultimo modello ndi gioiellino tecnologico. Vorrei fare alcune riflessioni assolutamente non richieste.

1. Alemanno non c’entra manco in questo evento di ordine pubblico? Non si poteva prevedere il “sacco di San giovanni”? E il nubifragio di una settimana fa? Questo sindaco deve prendersi le sue responsabilità e dimettersi. Altrimenti, un cazzo e tutt’uno. Anche io posso fare il sindaco.

2. Chi sono questi consumatori disposti a tante ore di fila al freddo? Parliamo chiaramente. Sono dei disperati, di due tipi. Quelli che davvero non hanno soldi, e quindi acquistare una LAVATRICE a 100 euro è una tentazione irresistibile. E quelli che invece vedono la parola SCONTO e si fiondano a comprare anche merda fritta.

Domanda: se il negozio avesse venduto cibo, ci sarebbe stata la stessa ressa? Dubito fortemente. Questo la dice lunga sui bisogni degli italiani. D’altronde i dati lo dicono chiaramente: calano i consumi alimentari, ed aumentano quelli tecnologici. Quando finiranno i soldi, ci mangeremo chip e pixel? Col cazzo.

E allora forse questa crisi può essere davvero un’opportunità. Per tornare alla realtà. Alla vita VERA. Solo quando brucia il mazzo, ci si ricorda di averne uno.

Vaffanculo, per favore!

Il sindaco di Roma, Alemanno, vara un’ordinanza comunale che obbliga i tassisti ad attendere che le clienti donne entrino nel portone di casa. Una schifezza di ordine titanico.

1) Se dobbiamo regolarizzare la buona educazione ed il bon ton, a quando la legge contro i rutti in faccia agli sconosciuti?

2) L’ordinanza vige dalle 22 alle 7 di mattino. Dopo di che, il tassista puo’ anche gentilmente fottersene delle clienti;

3) Perche’ dovrebbe valere solo per le donne? Doppia discriminazione: verso le donne, considerate indifese per assioma, e verso gli uomini, cittadini di serie B;

4) L’ordinanza nasce dalle proteste dei consumatori per le alte tariffe dei taxi romani. Pagate di più, ma noi qualifichiamo più l’offerta. Ma non sarebbe stato meglio ampliare e controllare le corsie per i taxi?

Caro Sindaco, ma che ci cambia se il tassista non ci manda a fare in culo per ordinanza, se poi facciamo tardi ad un appuntamento?

I sogni NON son desideri

Di cosa dovremmo parlare? Ah si, di Bossi che fa la pace con Alemanno abbuffandosi di rigatoni davanti al Parlamento. Quello gia’ rutta di norma, alla larga quando digerira’ la pajata romana.

Oppure di Berlusconi che annuncia l’invio di dieci milioni di libricini sull’operato del governo. Riedizione del primo famoso “Una storia italiana”, l’unico libro più diffuso al mondo, ma letto solo dall’autore.

Oppure della nomina a ministro dello sviluppo economico di un uomo di Pubblitalia, roba che ormai non e’ più conflitto d’interessi, ma genocidio del buon senso.

No, di tutto questo non dobbiamo parlare necessariamente. Perche’ e’ solo un bruttissimo incubo, ed io voglio tornare a dormire. Fino alla prossima legislatura.

Non è un paese per vecchi. Ma de rincoglioniti si!

Il Padre della Trota che da del Porco alla Lupa e’ da barzelletta, eppure e’ successo oggi. Ed a coronare il tutto, si e’ palesato pure Pierino-Alemanno: “Vado da Berlusconi”. Bravo, vai da papi, che tanto ti manda a puttane. Letteralmente. Il casus belli e’ l’ipotesi di spostare a Roma il GP di formula 1. Apriti cielo, fiato alle trombe e ad altri orifizi. Bossi ha rantolato il suo urlo di battaglia ai fedelissimi. Applausi, rutti e peti per rendere onore al politico più caseario di sempre.

La Formula 1 non si tocca. Le quote latte non si toccano. L’Unicredit non si tocca. Il federalismo non si tocca. Questo governo e’ uno spot Breil: toccatemi tutto, ma non il mio Umberto. Ma cosi facendo, B perde consensi a chilate: il PDL è sotto il 30%, incalzato da un Fini all’8% – nonostante l’impegno profuso da Vittorio “SpalaMerda” Feltri. Non il clima ideale per il discorso alla Camera sui famosi “cinque punti”, che a questo punto rischiano di diventare mille puntine nel culo del premier.

Nessuna novita’ dal fronte opposizione. Bersani e Veltroni hanno fatto la pace dopo mille letterine isteriche sui giornali. Ed intanto, il terzo gode: Vendola e’ ai massimi di popolarita’, subito dopo Marx e Sabrina Salerno. Feltri non ci sta: pubblicherà un video inedito del giovane Nichi, che canta l’internazionale comunista vestito da Sabrina in Boys Boys Boys. Ed a completare il quadro, Beppe Grillo che manda a fare in culo a raffica dalla sua Woodstock versione Polly Pocket. Nessuno se n’e’ accorto che era un comizio, manco lui. Tanto che, confuso, pare chiedesse 40 euro a testa per assistere allo spettacolo.

Sempre meglio, miei cari trafficanti. E questo e’ solo l’inizio settimana!

Buona vita a tutti!

DemoRAZZIA

AleDANNO denuncia i costi troppo elevati per i numerosi cortei che si tengono nella Capitale. “100mila euro per 100mila manifestanti”. La soluzione proposta e’ semplice: una tassa sui cortei.

Ha ragione, poverello!

Che dire dei fastidiosi costi di smaltimento dei Quotidiani? Ogni giorno quintali e quintali di carta straccia da raccogliere, smistare e riciclare. Mettiamo una tassa anche sull’acquisto dei giornali!

Per non parlare dell’eccessivo costo del Campidoglio. Mica solo lo stipendio dei consiglieri turbano i pensieri di Gianni, ma anche la luce e l’aria condizionata durante le sedute di Consiglio! Pagassero 1 euro a votazione, come nei carrelli al supermercato.

E vogliamo parlare anche dei luridi immigrati nei mezzi pubblici? Quanto costa pulire e disinfettare dall’immonda feccia che lasciano? Che paghino il doppio del biglietto per non gravare sul bilancio comunale!

Oppure che dire degl’immorali libertini che scopano in auto, lasciando fazzoletti sporchi di peccaminoso seme per tutta la città? Anche per loro tasse: 1 euro per ogni decilitro di sborra. Simpatici pesa-sborra saranno installati nei punti critici della città.

Povero AleDANNO.

Lui riceve solo 600 milioni di euro l’anno per la legge su Roma Capitale: come far fronte a tutte queste spese inutili? Non ci dorme la notte il sindaco; e siccome ci teniamo alla sua salute, suggeriamo una soluzione rapida.

Si dimetta subito, e torni a fare il Ministro dell’Agricoltura: evidentemente le feci delle galline gli davano meno pensieri. In alternativa, tassiamo le numerose esternazioni del Sindaco: sparirebbe il buco di bilancio, e magari smetterebbe proprio di parlare. Non si sa mai.

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