Ma e’ tutta una farsa

Qualcuno mi dica quando posso cambiare canale. Quando inizia la pubblicità? A confronto, il Grande Fratello e’ un programma d’intrattenimento culturale. Lo spettacolo indegno che la politica (tutta) sta regalando al paese non ha eguali nel mondo. Fini sfida Berlusconi a dimettersi assieme, perché entrambi illegittimi (per stessa ammissione di Fini). Ci si dimette dai ruoli di governo con l’allegria di un invito ad un picnic a Villa Borghese. “Dai, Silvio, non fare il pesante, fottitene dell’Italia e andiamo insieme nel mio bell’appartamento di Montecarlo! Ci facciamo fare le braciole dalla Santanche’!”

Nel PD, che dovrebbe gongolarsi di questo clima avverso al Premier, non hanno ancora capito che non se li fila nessuno. Sono come la cessa del liceo, leggermente psicopatica, che crede che tutti la vogliano, ma che nessuno si incula manco di striscio. Hanno fatto un congresso, ma qualcuno se n’è accorto? Persino La Repubblica l’ha infilato a pagina 16, dopo circa 20 ettolitri di inchiostro su puttane, culi flaccidi e telefonate isteriche a programmi TV.

Non voglio essere disfattista, comunista, anti-italiano, credetemi. Pero’ mi sembra di vivere sulla poltrona dei simpson’s. Ci stanno Bart e Lisa che si rifiutano di alzarsi per cambiare il canale della tv. Ed io, bloccato sulla sedia a rotelle con sclerosi multipla, che devo sorbirmi ore ed ore di cartoni animati splatter e telegiornali su cani in calore in Val Brambena.

Rivoglio il telecomando indietro! Ma chi minchia ce l’ha rubato?!

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PattA di Salvezza NazioAnale

Sarà che sono bloccato a letto con un’influenza che non mi da tregua. Sarà che da tre giorni non faccio altro che guardare Canale 5, il che equivale ad una lobotomia. Oppure ancora, sarà che sono entrato in astinenza da attività sportiva, quindi l’unico modo per generare le stesse endorfine è masturbarmi compulsivamente. Saranno tutte queste motivazioni a facilitare la produzione di gas corporale quando sento i nostri politici parlare.

L’altro giorno, Casini ha proposto un patto di pacificazione con il Governo. Quest’ultimo se n’è sbattuto altamente. Oggi Fini ha proposto un Patto di Salvezza Nazionale, per il quale prevedo più o meno la stessa fine di Nadia Rinaldi: l’oblio totale. Ma cosa sta succedendo alla nostra classe politica? Si dividono, poi si riavvicinano. Si odiano, poi si parlano tranquillamente al bouvette di Montecitorio. Si gettano fango addosso, ma ne escono sempre lindi e pinti più di prima.

La sensazione è quella di una grande sceneggiata, la più grande soap-opera al quale il Paese assiste impassibile ed impotente. Il regista non è una persona specifica, ma solo la smania di potere. E’ l’unico tratto in comune di ognuno di questi singoli episodi. I nostri politici non saprebbero fare altro nella vita se non i politici. Necessitano della loro poltrona e fanno di tutto per restarvi attaccati come cozze allo scoglio.

Speriamo arrivi un pescatore a scrostarle via per sempre. Ma è solo l’ennesima grande illusione di questa ancor più grande presa per il culo che è la nostra Repubblica.

Eiaculatio Precox

Bersani e’ uguale a Berlusconi.

Non condividono solo tre lettere del nome, ma anche tre neuroni – in multiproprieta’. Oggi su Repubblica dichiara di voler “ripensare alle primarie”, perche’ sa di perderle contro Vendola. Esattamente come Berlusconi che cambio’ la legge elettorale per farle perdere a Prodi.

Ma c’e’ un’altra terribile somiglianza: l’irrefrenabile moto centripeto. I due BER corteggiano in tutti i modi i due INI (Fini e Casini) con la speranza di creare la grande casa dei moderati. Che, visti gli ultimi fatti parlamentari, assomiglia sempre più ad una casa per appuntamenti.

Ma ad entrambi sta sfuggendo un dettaglio. La globalizzazione ha spinto a polarizzare i ceti, e di conseguenza, gli scontri politici. A mano a mano che l’Italia si mondializzia, a vincere sono i partiti estremi, vedi Lega, Vendola e Di Pietro, che continuano a crescere senza sosta.

La gente vuole scelte, prese di posizioni e non melassa avariata in (s)offerta speciale.

Ma c’e’ una grande differenza tra BERsani e BERlusconi. Quest’ultimo vince perche’ prima pensa a mettersi in tasca l’estremo vincente (la Lega) e poi si rivolge ad altri. Bersani schifa il suo estremo, e punta direttamente al centro.

Va di fretta, salta un passaggio fondamentale: rischia di perdere nuovamente per via della sua eiaculatio precox politica. E allora, caro Segretario, faccia un respiro profondo, pensi a sua mamma nuda (o a Franceschini in tanga), e distolga l’attenzione dal fare centro nel corpo elettorale a tutti i costi: ci sono prima i preliminari, per dio!

Perche’ e’ sempre meglio un orgasmo guadagnato che uno strappato. Se lo faccia spiegare dal suo amico Silvio.

Signora, zitta che…

Berlusconi è finito. Il centrosinistra ha ormai superato il centrodestra, nonostante gl’innumerevoli tentantivi per non farcela; Fini ed il grande centro sono al 16%, malgrado ci sia Buttiglione tra le loro fila; il Premier è in ginocchio per via della Carfagna, 2 anni fa era il contrario; Maroni apprezzerebbe Tremonti come premier di un futuro governo. Silvio è disperato, e noi non ci capiamo più una mazza.

Neanche si è consumata la crisi di Governo e già sento le vecchiette che tra un paio d’anni diranno: “si stava meglio quando c’era Silvio”. Perchè tutti sappiamo che chiunque vinca le prossime elezioni non sarà mai in grado di tenere per le palle la proprio alleanza come B ha saputo fare fino a pochi mesi fa. E’ un dato innegabile: non esistono leader carismatici, ma solo galline nel pollaio. Ed il nostro paese non può più permettersi di occuparsi solo della patta del suo Presidente.

Per chiunque vada al Governo (Bersani, Vendola o Fini), ho una semplice richiesta. Non fatemi sentire quelle vecchiette al supemercato o sul pianerottolo di casa. Il rischio è che le massacri di botte, e poi mi suicidi, ingoiando gli arretrati di Chi.

Va bene tutto, fuorchè il disco rotto degli ultimi 16 anni. Ne ho piene le palle.

Stacchiamo la spina

Leggo distratto i giornali. Sempre le stesse identiche cose di sette giorni fa. E’ sempre più vero: la politica italiana e’ come Beautiful. Puoi anche perderti un anno di puntate, e ti ritroverai sempre con Ridge, vittima di priapismo e diviso tra la puttana Brooke e la santa Taylor. Same shit, different day, dicono gli americani.

Non potremmo chiedere di meglio per un paese che detiene la maggior parte del patrimonio culturale mondiale, e lo lascia in gestione a James Bondi – l’agente con licenza di ucciderlo tutto. La stessa persona che si e’ affidata ad un ex manager di McDonald’s per sopraintendere i lavori del suo ministero. Grande successo: tra le termiti va a ruba l’Happy Pompei.

Intanto, i finiani gridano alla Terza Repubblica, e noi eravamo rimasti alla Prima. Con questi politici, hai sempre la sensazione di aver perso la lezione sull’equazioni di primo grado, mentre la prof ti spiega gia’ i limiti e l’analisi fattoriale. Ti manca sempre una puntata.

E nello sport, perdiamo anche con la Ferrari. Alonso sbaglia i pit stop e perde contro la squadra Red Bull. E l’ironia della metafora ritorna. L’Italia e’ da decenni che si ferma quando c’e da correre, la Ferrari si e’ finalmente adeguata al Paese.

Viviamo in una tremenda metafora d’inefficienza, deficienza e demenza. Sediamo su una miniera d’oro, e ci caghiamo sopra allegramente. Siamo creativi, ma in larga parte siamo cretini. Perche’ votiamo sempre gli stessi, perche’ non cambiamo canale, e ci sorbiamo tutti i consigli per gli acquisti.

Fino a che non staccheranno la spina della tv, ed allora saranno cazzi amari. Quelli veri.

Non poteva affogare nelle terme di Fiuggi?

Approvato dai finiani il lodo Alfano retroattivo. Mai aggettivo è stato + indicato: dal retro, ce lo mettono molto attivamente. FINI VERGOGNA! Tanto casino e poi rimani sempre un lacchè del NANO!  Obiettivamente, perchè ti avremmo dovuto credere?

Come il NANO, anche tu fai compravendite di case con le off-shore: tu manco te ne accorgi, e lo fai per quattro spicci – almeno Silvio lo fa in grande. Ad entrambi piacciono le veline, entrambi ne avete sposata una – però almeno lui l’ha tenuta zitta per anni, la tua ti ha messo nella merda subito. Per non parlare del concetto di politica: Berlusconi dichiara di odiare le correnti, mentre tu, prima te ne vai dal PDL proprio per questo motivo, e poi anche tu le vieti nel tuo.

Ma di che stiamo parlando? Ma chi vuoi prendere per il culo? Ma tu non devi prendere solo l’8%, tu devi prendere il 25%, anzi 25cm…tutti retroattivamente! In conclusione, Gianfrà, una domanda: ma a Fiuggi non potevi affogare alle Terme?

Si va al voto

Se nutrivamo ancora dubbi, ora si sono dissipati: in primavera andremo alle urne.

Il primo indizio si è avuto la settimana scorsa con il voto di fiducia alla Camera. Lì i fliniani sono risultati determinanti per la tenuta della maggioranza, tanto da annunciare la nascita del nuovo partito. Secondo indizio. Nel discorso al Senato, Berlusconi ha riconosciuto ufficialmente il ruolo di “terza gamba” ai ribelli del PDL. E sappiamo bene quanta importanza il premier dia alla terza gamba. Soprattutto, se non è sua. Terzo indizio. Nel comizio di ieri alla festa milanese del PDL, B era davvero energico. E lui da il meglio solo in campagna elettorale, altrimenti si addormenta sugli scranni del parlamento.

Quarto indizio. I fliniani si sono smarcati dalla proposta di una commissione d’inchiesta per i PM, e sarebbero con l’opposizione per una riforma della legge elettorale. Quinto ed ultimo indizio. Ieri B ha proposto un suo uomo al ministero dello sviluppo economico. Una poltrona tenuta in caldo da 5 mesi per ricucire con l’UDC.  Ma siccome Casini l’ha rifiutata, non gli serviva più come moneta di scambio.

Insomma, possiamo dormire notti tranquille. La legge elettorale non cambierà, Fini avrà tempo per farsi il suo bel partito da 8% e si alleerà con l’UDC al 5%, la Lega prenderà il suo buon 14%, il PDL crollerà insieme al PD (la sua copia sbiadita), avanzeranno al 10% i movimenti di Vendola, Di Pietro e Grillo. Avremo un Senato in stallo, ed una Camera in ostaggio dei vagiti della Binetti e di Rutelli. Va proprio tutto bene.

Ci avevo promesso la Seconda Repubblica. Siamo ancora al Primo Bordello, o al Bordello Primordiale.

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