Holidays on Ice – David Sedaris

Eccomi al secondo libro di David Sedaris che ho comprato. In termini cronologici, è più vecchio del precedente, ed infatti la verve caustica deve ancora affilare bene le unghie. Sono tre racconti: il primo è di una notte passata con sua sorella Lisa, il secondo è un discorso che un produttore esecutivo di hollywood propina ad una congrega di battisti ed il terzo è la storia di due famiglie ricche che fanno a gara a chi è più generoso dell’altro senza esclusioni di colpi.

Il leitmotive è il Natale, in tutte le sue sfaccettature – senza risparmiare nessun mito della sacra festività, Sedaris mette a nudo tutti ma proprio tutti i panni sporchi della società moderna.

Divertente, si legge in un paio d’ore.

Annunci

Matrimonio o Fratricidio?

Ieri ho finalmente capito perchè abbiamo creato il concetto di “famiglia” e/o di “parentela”. Per avere qualcuno da costringere a venire a quelle infinite maratone di coglioni appesantiti che sono i matrimoni; solo un presunto legame di sangue, infatti, può obbligarti a subire cotanta violenza sullo scroto.

Se non fosse chiaro, ieri mio fratello si è sposato. Era MERCOLEDI’, per cui mi sono dovuto prendere dei giorni di ferie per assecondare ogni singola pazzia degli sposi e di mia madre. La cosa divertente è che noi siamo ebrei, la sposa di mio fratello è cattolica…per cui, ubi maior minor cessat: mio fratello si è convertito al cattolicesimo.

Non perchè ci credesse davvero, ma perchè per la conversione è bastato un simpatico obolo per avere un pack all inclusive battesimo-cresima-corpo-di-cristo-ascensione-in-paradiso-assicurata. Per convertirsi all’ebraismo, lei avrebbe dovuto studiare la torah per anni. Cosa avreste scelto voi? La low-cost delle religioni ovviamente.

Detto ciò, il matrimonio è durato all’infinito. Ecco una brevissima cronistoria (mica voglio smaronare anche voi!).

ore 13.30 –> vado dal fioraio a prendere il bouquet. 5 fiori messi a forma di vagina: 130euro

ore 14.00 –> arriva il fotografo che mi sottopone ad un servizio tipo La Vita in Diretta (“Sei il fatello dello sposo? Ma da quanto lo conosci?”)

ore 14.45 –> mi reco con mia madre dalla sposa a consegnare il bouquet. Il cugino gay di lei mi nota subito e dice: “ma a roma ti ho visto al muccassassina (nota disco gay di roma, ndr), vero?” e io: “sono dell’opus dei, non vado in discoteca“.

ore 16.00 –> arriviamo in chiesa. Tutti mi domandano cosa sia il muccassassina – io li distraggo facendo scivolare la nonna e spaccandole un’anca. Alcuni irriducibili continuano a chiedermi del muccassassina.

ore 16.16 –> arriva la sposa e mia nonna esclama: “marò, ma si è fatta chiatta“. La sposa non le tira uno sputo in faccia solo per non rovinarsi il trucco.

ore 16.30 –> il prete GAY (gayssimo) inizia l’omelia con “Siamo qui per unire Nicola e Simonetta..”. Mia cognata si chiama Annalisa, e Simonetta è la ex di mio fratello.

ore 16.45 –> mia nonna urla nel silenzio della chiesa: “ma perchè devo chiedere scusa, quella si è fatta chiatta”. Mia mamma la tramortisce con un candelabro.

ore 17.30 –> finisce la cerimonia e andiamo al ristorante. La badante di mia nonna si litiga con un’altra badante, perchè “io c’ho la vecchia con più malattie, la tua ha avuto solo un ictus”.

tutto tranquillo (leggi, mi sono fatto un valium che mi ha tramortito per 5 ore) fino alle ore 22.00

ore 22.00 –> arriva la torta e mia madre perde una lentina nella crema chantilly. Vuole denunciare lo chef perchè è convinta la torta si sia rubata la sua lentina.

ore 24.00 –> finisce il matrimoio, ma mia madre saluta la sposa chiamandola Simonetta.

Ore 1.30 –> sono al PC a DOVER scrivere di questa giornata tremenda.

Dopo tutte queste peripezie, mi sto seriamente domandando se l’invito al matrimonio non fosse un velato invito a commettere suicidio. E non è escluso che non lo faccia fra qualche minuto.

Sant’Agostino e la Cristoforo Colombo

Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima. Il passato non esiste, perchè non è più; il futuro non esiste, in quanto deve ancora essere; ed il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro“.

Io lo dico da sempre che Sant’Agostino è un grande. Non solo è stato il fondatore della dottrina cattolica (beccandosi la vita eterna per anzianità di servizio), ma è uno che se l’è spassata alla grande prima di darsi all’ascetismo. Ne Le Confessioni lui è lacerato tra due dilemmi: il cazzo (del suo miglior amico) o lo spirito (di dio). Nessun altro autore è così moderno, se escludiamo Pasolini o Rocco Siffredi nella sua recente biografia. Eppure quella citazione con cui ho iniziato il post è l’unica sulla quale potrei non concordare con Ago. O meglio, sul passato ed il futuro ci può anche stare, ma il presente, signori, il presente esiste soprattutto per chi guida a Roma.

Per chi non avesse mai guidato nella capitale, vi spiego la situazione in pochi semplici punti. I romani sono affetti da 3 sindromi croniche.

1. Vaticanite – ai SEMAFORI, la gente rallenta anche col verde, perchè si caga sotto che mentre passa diventa rosso. Col giallo non si passa: è il colore del vaticano e fa brutto superarlo.

2. Ambientalite: agli INCROCI il concetto di “passa chi ha la destra libera” è sostituito da “lascia passare tutti, ma proprio tutti – insetti compresi – e poi passa tu”. Saranno felici gli insetti, ma non chi di solito ama vederseli schiacciati sul finestrino.

3. Culoecamicite: davanti ai CAMION, un romano non sorpassa MAI; diventa culo e camicia fino a che il camion non lo abbandona. A quel punto cerca il prossimo camion da cui farsi proteggere. Oppure si ferma e butta sassi dai cavalcavia. Così perchè è imbronciato.

Credetemi. Quando guidi a Roma, il PRESENTE esiste e come. E vorresti che fosse già PASSATO quel coglione che ti fa ritardare all’appuntamento. Se Sant’Agostino avesse avuto la patente a Roma, avrebbe trasformato l’aforisma in:

“Il tempo non esiste, tranne che sulla Cristoforo Colombo; il passato non esiste, perchè già lo vedi dal retrovisore, il futuro non esiste, perchè lo devi ancora soprassare: il presente esiste perchè è l’attimo concreto tra lo sfanculare il passato e smadonnare per il prossimo da sorpassare

Seghe al Carrello

I prodotti vendono solo se somigliano ad un fallo;
una persona diventa consumatore per lo stesso motivo.

(apertura del centro commerciale Euroma2, by bonou2lazio – giugno 2008)


Froci con le Ali

L’Arcigay grida allo scandalo per come è stato trattato il caso dello stewart italiano morto nell’incidente aereo della Spainair. Reazioni ancora più stizzite da parte dei giornali italiani. Prima di esprimere la mia, voglio premettere una cosa: è vero che, solitamente nei media italiani, il frocio o s’infanga o s’insabbia.

Premesso ciò, mi trovo d’accordo con Francesco Merlo quando parla di totale irrilevanza della sessualità rispetto ad una tragedia del genere; lo status maritale dello stewart poteva diventare casus belli solo se fosse morto solo lui (il che avrebbe giustificato un maggior dettaglio sulla sua persona).

Per calmare i gayenti spiriti, invito tutti (gay, etero, bisex, pansex, spandex…) a leggere un bellissimo libro degli anni 70, Porci con le Ali, storia sentimental-sessuale di una coppia di post-68ini in crisi. Un libro che insegna soprattutto a non prendersi troppo sul serio, anche quando si profilano nello sfondo grandi tragedie.

ps questo è trackback ai post di Uguali Amori e Resistere.

iPhone o iFott?

 

Non so proprio cosa pensare di quest’oggettino del desiderio. Ero tentato, volevo comprarlo, ma dopo l’estrema delusione avuta dall’iTouch non mi sono voluto buttare subito nella mischia. E pare che i fatti mi diano tremendamente ragione. Ricapitoliamo tutte le sciagure del melafonino.

Insomma, più che sciagure, vere e proprie inculate. Considerando che costa dalle 500 alle 600euro, direi di andarci cauti e di attendere almeno 6-7 mesi prima di provare a vedere se i bachi della mela sono solo passeggeri oppure se si tratta di un vero e proprio iFOTT.

La gente dovrebbe imparare a fotter(sen)e di più anzichè farsi fottere sonoramente.

Un saluto e buona sera,

Il SarcoTrafficante

Muscle Worship

Ho scovato questo video nei meandri di YouTube.
Cercavo un documentario della BBC sul Vaticano (a proposito, è questo), quando mi sono imbattutto in questo magnifico servizio che mi ha cambiato la vita.

Sostanzialmente, è un’intervista ad un californiano che campa di MUSCLE WORSHIP (venerazione di muscoli). E’ una pratica molto diffusa in America. In sintesi: ti pagano per toccarti, leccarti e baciarti i muscoli. Non devi fare sesso (quantomeno, non necessariamente), e quanti più muscoli hai, tanti più soldi becchi.

Ora, mi sembra una pratica molto conveniente per entrambi i contraenti; il “worshippato” si fa un bel pò di soldi per comprarsi tutti gli steroidi per essere worshippato ancora di più, mentre il “worshippante” si evita tutta la trafila del rimorchio in discoteca (e delle ore di palestra).

Quì in Italia, abbiamo una pratica non dissimile: Ratzi-Worship. In sintesi: i politici pagano per leccare e baciare il culo del Papa, senza fare sesso (quantomeno, non in tutti i casi). Così, il papa è sempre bello deterso ed i politici beccano i voti.

Siamo proprio come gli americani, non c’è che dire.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: