SubNormal Activity

Morgan e le sue ammissioni sulla cocaina sono diseducativi per i minori. Paranormal activity sotto il fuoco incrociato di politica, associazioni di genitori ed esperti. “Va vietato ai minori di 18 anni, crea attacchi di panico”.

Davvero non capisco questo improvviso interesse per i minorenni.

Con la riforma Gelmini gli si leva la geografia al liceo, dopo avergli levato tecnica alle medie e l’esame di stato in quinta elementare. A 18 anni, i ragazzi della prossima generazione avranno il senso di orientamento e dello spazio di una 80enne con l’Alzheimer. Ma poco importa: ora conta solo che non vedano un cocainomane in tv (uno dichiarato!) o questo diabolico film americano! Meglio non saper leggere una cartina che cagarsi sotto al cinema.

Sorge un sospetto: questi esperti sanno la differenza tra minorenne e minorato? Perche’, per quanto lavorino alecremente perche’ tale margine si annichilisca, posso annunciar loro che non hanno ancora avuto successo.

Non andro’ a vedere questo film, perche’ se voglio un horror, vedo il TG1. Ma sono certo di una cosa: se dovessero fare un film sul sottobosco di ipocrisia italica si chiamerebbe SubNormal Activity. Al paranormale manco ci arriviamo.

Soul Kitchen – cibo per l’anima

Fatih Akin ci ha gia’ abituato a commedie rocambolesche con la “Sposa turca”, ma con Soul Kitchen ha fatto un deciso passo avanti.

Il regista ammica a tutta la letteratura cinematografica di prim’ordine: da Almodovar di “Volver” in parti della trama, a Tarantino nella montaggio e nell’uso distonico della musica e del suo legame con la scena, fino a Bunuel in alcune sue tinteggiate surreali. Ma ci aggiunge del suo in maniera inequivocabile. Prima di tutto, nel disegnare un Amburgo del tutto aliena all’immaginario collettivo: la citta’ tedesca diventa sregolata, giovane, elettronica, divertente, frizzante; in una sola parola, diventa Berlino.

La fotografia e’ studiata in ogni particolare, perche’ il “grigiore tedesco” non venga mai fuori. E quando succede e’ strettamente funzionale al disegnare la psicologia del personaggio in quel momento. Paradossalmente, gli spazi aperti appaiono sempre nei momenti tristi, mentre quelli chiusi, claustrofobici in quelli allegri. Quasi a dimostrare che solo nella vicinanza tra esseri umani in luoghi limitati si crea la vera umanita’.

I personaggi, non a caso, sono iper-umani, ovvero, fin troppo umani. I protagonisti, due immigrati greci, sono carnali, passionali, disordinati, decisamente sconclusionati, ma sinceri, autentici. I personaggi collaterali fanno da contraltare: freddi, calcolatori, razionali. Il contrasto e’ inevitabile.

Ma il film racconta a noi italiani un’altra cosa: la vitalita’ economica, umana e sociale delle comunita’ di immigrati. Ci racconta della difficile ma indispensabile mistura di razze e tradizioni che ogni vecchia civilta’ occidentale deve affrontare se vuole vincere nel mondo attuale. Ci racconta che se rimaniamo chiusi nel nostro feudo europeo, siamo gia’ morti.

Alla fine del film, avevo una fame di vita ed una voglia di fare l’amore, come non mai. Non mi chiedete perche’, ma e’ la magia di chi sa raccontare la vita in metafora come Akin.

Ottimo lavoro!

Il mio quartiere

Ieri l’ennesima notizia da far incazzare anche Mahatma Ghandi: un vescovo si è rifiutato di fare la comunione ad un gay. Ma caro fedele gay, non mi incazzerei più di tanto: conoscendo i preti, non vorrà farti la comunione, ma sicuramente altro te lo farà! Sempre in nome di Cristo, che non dimentichiamoci mai andava in giro con 13 uomini e nessuna donna. L’unica era Maria Maddalena, che altro non era che una frociarola persa. Insomma, tale padre, tali figli.

Eh si, molti mi chiedono come faccio ad avere tanta speranza che le cose cambino in Italia. Notizie come questa si accavallano ogni giorno e ti verrebbe voglia di lasciare tutto per andare a vivere all’estero; io l’ho fatto, e me ne sono pentito. I migliori, quelli che sentono disagio in questa situazione DEVONO rimanere, perchè sono gli unici a poter cambiare davvero le cose (o comunnque ad accettare il cambiamento quando avverrà).

Perchè sono così ottimista? Lo devo al quartiere dove vivo a roma ormai da 3 anni.

Nell’arco di pochi metri quadrati convivono miriadi di ristoranti napoletani e toscani, bar, un club di scambisti gay, una chiesa, due asili, un centro sociale fascista, un centro yoga, 4 palestre, vedove, trans brasiliane, puttane nigeriane e colf rumene. Nel mio quartiere, non c’è mai uno scontro: al bar, vedi tranquillamente la trans che parla con la vecchietta di politica, e l’effeminato parlare di sesso estremo con il fascista (che è decisamente interessato all’argomento). Oppure vedi uscire dal club di scambisti uno nudo con solo un tanga di pelle, e a lato, la mamma uscire col carrozzino dalla farmacia.

Ecco il motivo per cui sono ottimista. C’è chi il futuro lo deve sognare, io invece mi affaccio al balcone e lo vedo ogni giorno della mia vita. E vi assicuro, ragazzi, che è tremendamente stimolante. Con questa realtà davanti agli occhi, i politici e la chiesa mi sembrano solo resti del passato, che continuano a piangere e a lamentarsi perchè SANNO della loro breve vita. Verrà il tempo di farsi da parte, e di questo tempo ne rideremo con una prostituta rumena dal commercialista, dove sarà andata a pagare l’IVA delle sue fatture di lavoro.

Buon weekend!

Italiani a punti

Chissa’ cosa ne pensa Nancy Pelosi, presidente italoamericana del Parlamento USA che ha accolto Fini a braccia aperte proprio ieri, della nuova trovata governativa: il permesso di soggiorno a punti. Funziona cosi’: si devono raggiungere 30 punti dimostrando conoscenza della lingua italiana e della Costituzione, avendo la fedina penale pulita, un regolare contratto abitativo, essendo iscritti al SSN e rispettando l’obbligo scolastico dei figli.

Cosa ne penserebbe la Pelosi che ha accolto Fini come leader “del popolo e dei diritti civili” se sapesse che il suo Governo ha appena varato la raccolta punti fedelta’ alla bandiera italiana?

 Da quando avere un contratto abitativo regolare rappresenta l’italianita’? Perche’ i cittadini italiani (e soprattutto, gli studenti fuori sede) non devono averlo allora? O forse neanche loro sono italiani? Per non parlare della fedina penale pulita: avendo lo stesso Governo creato il reato di immigrazione clandestina, un extracomunitario appena sbarca in Italia non ha neanche il tempo di ottenere tutti quei punti che gia’ e’ criminale e quindi escluso dalla cittadinanza! Ironico: con crimini pendenti non puoi essere italiano, ma parlamentare si – ma si sa: loro non sono italiani.

Se siete patiti dei punti, ma non avete la fortuna di essere immigrati, potete comunque partecipare alla raccolta fedeltà di Despar e Sigma (vedi foto): potreste addirittura vincere un posto di lavoro – diventando dei VERI ITALIANI, come recita quello strano regolamento di concorso che è la Costituzione italiana, che proprio sul lavoro si basa.

Ma non facciamo i disfattisti!

L’italianita’ ad intermittenza, in ogni caso, e’ tratto distintivo di questo Governo. Hanno fatto l’ira di Dio per salvare Alitalia (parliamone: l’hanno davvero fatto?), ma non stanno muovendo un dito per preservare Telecom dalla scalata della spagnola Telefonica. Indovinello: per un paese, e’ più strategico avere aerei che servono il 2% della popolazione (che ormai preferisce le low cost straniere) oppure evitare che un paese straniero abbia accesso alla rete di comunicazione che usa il 100% della popolazione?

Non pensiamoci, su! Sono solo dettagli rispetto alla vera grande notizia do jour, un’ottima notizia per la salvaguardia dell’homo italicus: finalmente la pizza e’ protetta dall’Europa come bene gastronomico non falsificabile! Ottimo: peccato che il più grande falsificatore di cibo italiano sia proprio il Governo italiano: con quale artificio di marketing si pensano di prenderci per il culo con la trovata del McItaly di McDonald’s? Un panino americano con ingredienti italiani: ma non era la prima Repubblica quella?

Viva gli italiani a punti….di sutura!

Crisi Ergonomica

L'ergonomia perfetta

L'ergonomia perfetta

Traccia: cos’hanno in comune le seguenti notizie? 40enne porta il padre in tribunale per avere una paghetta di 57mila euro;  coppia gay di 30enni, non potendosi sposare, chiede asilo politico alla Spagna per discriminazione.

Svolgimento: ridurre i nostri problemi ai puri indicatori economici e’ estremamente riduttivo.

L’Italia soffre di una profonda crisi ERGONOMICA, più che economica.

Ergonomia e’ la scienza che si occupa dell’interazione tra gli elementi di un sistema e la funzione per cui vengono progettati allo scopo di migliorare la soddisfazione dell’utente”. Applicato al nostro caso: il sistema Italia non si adatta ai suoi utenti-cittadini – tanto che sono questi ultimi che ormai si adattano al primo. I casi di cui sopra non sono altro che estremizzazioni, peraltro grottesche e drammatiche, di questa semplice fotografia della realta’.

Ma non e’ finita qui’.

A peggiorare le cose c’e’ un ulteriore aspetto: l’attuale classe politica non ha una visione per il nostro Paese e si limita a riprodurre la pancia dei cittadini. I quali pero’, come abbiamo detto, pensano solo in termini di ripetizione del presente e di adattamento alle storture attuali. Non hanno la forza ne’ le competenze per pensare in qualcosa di diverso, nuovo, dinamico. E cosi’ la frittata e’ fatta. La politica, ridotta a semplice specchio popolar-legiferante, chiude il cerchio dell’autoreferenzialita’ distruttiva e passatista.

Sicuramente ne usciremo da questa fase.

Ma serve tempo e lungimiranza, palle e fegato di tutti noi. Un cuscino duro va preso a pugni per adattarlo alla forma della nostra testa. Altrimenti, si rischia di passar la vita a fare brutti sogni. Come il nostro presente.

Sola-tudine

Esistono davvero persone che vogliono rimanere sole? In un post precedente, affermavo che chi lo sostenesse o era psicolabile o un asceta o era solo in stand-by verso una nuova relazione. Confermo quanto ho detto e cerco di dirvi la ragione.

L’essere umano necessita di sesso in maniera regolare e soddisfacente. Il primo aspetto, pero’, prevale sul secondo. L’unico strumento che assicura questo, una sorta di sexfare, e’ la coppia. Non ci sono eccezioni, perche’ siamo tutti animali puri e duri, il nostro scopo ultimo e’ l’orgasmo.

Mi si potranno oppore diversi argomenti più o meno vintage:

1) La coppia si regge sull’amore e non sul sesso che si puo’ ottenere anche senza una relazione. Falso,  l’amore e’ solo l’incentivo iniziale a rottamare l’auto e a comprarne una nuova; dopo, rimane solo il sesso ma solo per i giovani; da vecchi tocca o andare a puttane/i o sei stato lungimirante e gia’ te lo sei sposato da giovane.

2) La passione sessuale finisce e rimane solo l’affetto. Verissimo, ed e’ li’ il grande sforzo dello stare insieme: trovare sempre nuovi modi per eccitarsi. Dildo, toys, persino terze persone: tutto e’ lecito dopo anni insieme.

3) Il sesso e’ più bello se c’e’ anche l’amore. Falsissimo, il sesso molto spesso riesce meglio senza l’amore; vi diro’ di più, a volte l’autentico disprezzo per una persona puo’ fare scintille a letto – non dimentichiamoci che il sesso e’ violenza pura. Per cui, se con il tempo l’amore termina, tanto meglio: si scopa a violenza!

4) Per le donne, il sesso e’ meno importante delle coccole e della stima. Falso, le donne vogliono cazzo cosi come gli uomini vogliono la figa. Questa visione mariagorettiana della donna eliminiamola cortesemente.

5) Da vecchi non si puo’ più far sesso. Falso, do you know Viagra?

Se avete altre obiezioni, vi prego di farle pervenire all’ufficio reclami del Signore: se esiste, e’ lui ad averci fatto con questo errore di fabbrica. Ma per me, e’ forse l’unica cosa per cui vale la pena vivere.

Au revoir.

CoAlizione da Tiffany

coalizione da Tiffany

coalizione da Tiffany

Renata, Renata: tira una brutta aria nel tuo partito dopo le tue dichiarazioni a favore delle coppie di fatto e contro il binomio immigrazione-deliquenza. C’e’ chi si chiede se hai capito di essere la candidata di destra. C’e’ chi si appella al programma elettorale. C’e’ chi gia’ si fa il segno della croce mentre si tocca la croce celtica che porta al collo (Alemanno). E hai dovuto subito fare marcia indietro.

Proprio nel giorno in cui Emma, la tua concorrente, lancia il suo quartier generale per le regionali. Sorride nel suo manifesto, “Ti puoi fidare” e’ il suo slogan, “Per un Lazio dinamico, attivo, moderno, vivace” e’ il suo grido di battaglia, “per difendere i deboli” e’ la sua missione.

Una nota positiva in entrambi i casi: si parla finalmente di politica, di cittadini, di bisogni da attendere e di sostegno ai disoccupati. Si parla dell’interesse pubblico, e non pubico – come e’ stato fino ad ora.

Non voglio ancora esprimermi, perche’ la mia paura non sono queste due donne forti e le loro idee per la nostra regione, ma le coalizioni che le sostengono. Puoi anche lavarti, ma se i vestiti sono sporchi, conta poco. E temo grandi retrofront al momento di fare le scelte quando si e’ al potere. Per ora, resto impassibile e spero che vinca la candidata che tenga più a bada i notabili di partito.

Serve una presidente carismatica, che sia stimata dalla gente, che non si lasci minacciare da nessuna oligarchia di partito, e che non vada mai a fare colazioni particolari con i notabili di partito. Di magna magna ne abbiamo piene le teiere.

Il futuro Presidente del Lazio deve saper giocare in trasferta, ma deve avere nel sacco anche il pubblico in casa, altrimenti a furia di sfondare l’area dell’avversario finira’ per essere sguarnita nella propria.

La “Famigghia”, quella vera

Quello che vedete qui a lato lo si vede affisso per Roma da qualche giorno. Un cartello dai colori decisamente calcistici per un messaggio che suona come un fallo in faccia con espulsione dal campionato.

1) Va bene essere contro le coppie di fatto, ma spendere soldi dei contribuenti (tra i quali ci sono anche coppie di fatto) per farsene vanto e’ elegante quanto Platinette in bikini e civile quanto Bossi che si pulisce il culo con la bandiera italiana.

2) Il PDL difende la famiglia, “quella vera”? E come? Un recente studio ha dimostrato che nei 7 anni dei governi Berlusconi, l’Italia ha accresciuto il suo debito di 430 miliardi, ovvero, 7.500 euro a testa – mediamente 21.000 euro a famiglia. Se questo e’ difendere la famiglia, allora io difendo sempre la mia vicina quando le piscio nella fioriera fuori la sua porta. 

L’unica famiglia che il governo Berlusconi difende e’ la Famigghia, il suo clan mafioso di amici, consorti, concubine, avvocati e lacche’. Quella e’ la “famiglia vera”: peccato che sia solo lo 0,0001% della popolazione italiana. Partito dell’Ammmore si, ma in un ristretto ed esclusivo club di scambisti.

La massa resti pure fuori a farsi le pippe e veda di non rompere i coglioni. E che cazzo.

Bertolaso, ministro tampone

“Bertolaso avrà un ministero – è il minimo che possiamo fare per lui dopo tutto quello che ha fatto”.

“Tutto quello che ha fatto”? Ma ora diamo un ministero a tutti quelli che FANNO semplicemente il LAVORO per cui sono LAUTAMENTE pagati? Cazzo, una nazione di ministri dovremmo avere! Ma non c’è da stupirsi: Berlusconi ha annunciato solo l’ennesima prebenda al suo fido facchino porta-macerie; ha sancito per l’ennesima volta la sua idea di Stato: un oggetto a sua disposizione. Lui elargisce ministeri a chi fa il bravo, così come la mamma da la merendina a chi finisce i compiti prima di cena. Lo Stato è la sua credenza piena di leccornie da dare ai servetti che gli sbavano dietro in segno di riconoscenza.

Quale ministero gli darà? Quello delle fogne? Data la sua familiarità con le FIGURE DI MERDA. Oppure, quello per l’immigrazione e deliquenza? Dato che per il premier-donna sono LA STESSA COSA. Anzi, meglio: Ministro per l’Emergenza pre-elettorale. Ogni qualvolta si voti, Bertolaso creerà una cataclisma naturale, che risolverà prontamente grazie all’aiuto dell’amato ed efficiente Governo Berlusconi. Una sorta di ministro-tampone interno: appena scorre sangue, arriva lui, lo fa prima filmare, e poi lo tampona – infine, va 40 volte in TV a dire che solo il suo tampone trattiene qualsiasi flusso mestruale, leggero o pesante che sia.

Che felicità, le mie notti saranno meno agitate d’ora in poi. E non avrò manco più paura di macchiarmi in quei giorni del mese.

Grazie Berty!

“Nine” e “Tra le nuvole” – le recensioni

Ho amato “Chicago” di Robert Marshall, forse uno dei rari casi di musical cinematografici mutuati dal teatro in maniera decisamente appropriata. Questo mi ha spinto a vedere anche il suo “Nine“, ma sentivo puzza di bruciato, e cosi’ e’ stato. Puzza di plastica stantia e nauseabonda, per essere precisi.

Il problema sono i troppi passaggi: il film e’ la trasposizione cinematografica di un musical che a sua volta e’ la trasposizione teatrale di un film di Fellini,”8 e mezzo”, che a sua volta e’ un film che parla di un altro film. Insomma un giochetto di scatole cinesi, e ad ogni passaggio ci siamo persi un pezzo. Cosa ne e’ uscito fuori?

Prendete Fellini, passatelo nel gel per capelli di Grease, e nella frittura del McDonald’s ed avrete lo stesso risultato. Uniche chicche sono le esibizioni di Penelope Cruz e Fergie, che v’invito a vedere gratuitamente su Youtube. Insomma, una wikipedia grossolana e stereotipata dell’italianita’ e della dolce vita spiegate ad un americano obeso e sul punto di morte per eccesso di trigliceridi.

Altro film, altro disastro artististico americano: “Tra le nuvole“, di Reitman. Film osannato dalla critica, che evidentemente era in preda a crisi mistiche. Toc toc? Qualcuno si e’ accorto che e’ una malriuscita rivisitazione da depressione economica di Pretty Woman in salsa neofemminista?

La trama e’ scontata quanto una poltrona di Ikea: uomo d’affari indipendente, compiaciuto della sua vita professionale e deciso a non legarsi a nessuno, incontra donna che lo fa innamorare. Uniche variazioni sul tema: lei e’ una donna d’affari (ma che va a letto con Clooney perche’ guadagna più di lei - non e’ prostituzione questa?) ed il finale che non rivelo per non fare da spoiler.

Morale del film? Puoi anche perdere il posto di lavoro e vivere sotto i ponti, ma se hai una famiglia, devi ringraziare il cielo. Insomma, bella cazzata consolatoria da dire proprio nel periodo peggiore della storia economica moderna. Ma Reitman e’ mai stato col culo nella merda perche’ non puo’ pagare le bollette?

Ragazzi, noi italiani saremo grandi cazzari, ma a volte gli americani ci fanno una concorrenza spietata al cinema.