Eterno Ritorno

Non so se Nietzche si riferisse a Michael Jackson quando teorizzava il concetto di eterno ritorno; fatto sta che ci cade a pennello.

Ce n’eravamo liberati da vivo, ma da morto e’ tornato ad infestarci i timpani con i suoi strilletti e la sua pelvicita’ laida. Ormai nel dimenticatoio, da salma te lo ritrovi DOVUNQUE: giornali, radio, internet, disco.

Il mondo e’ diventato un’enorme camera iperbarica pronta a contenerlo e preservarlo nel suo bianco artificial-compulsivo.

E noi dobbiamo subire questo imbottigliamento di ricordi e nostalgie come se ce ne fottesse davvero tanto.

Il fenomeno della riabilitazione postuma e’ tipica di tutti gli artisti controversi, ma al massimo gli si riserva una notizia al tg della sera e non intere settimane di celebrazione di un corpo in decomposizione.

A me fa schifo ballare Jackson in discoteca: e che cazzo pago 12euro per tornare ad avere 10 anni? Ma mi compro una crema anti-age per quello! E poi e’ davvero insostenibile lo spettacolo di gente che all’epoca aveva 20 anni e che balla ancora come allora. Ora abbiamo l’house e la tekno, se mi rifili ancora il “moon-walk” ti vomito addosso d’ufficio. Senza considerare che quella musica e’ proprio imballabile.

Insomma, avra’ pur cambiato la storia della musica, ma non puo’ scassarmi le palle anche nel week end.

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